..Da giovane pensava che la cosa più sovversiva fosse essere normale. La vede ancora così a 61 anni? «Sì, se ti presenti come punk o metallaro, con ogni probabilità la tua musica sarà ascoltata da persone che sono esattamente così. Ma se vuoi influenzare una parte più ampia della società non devi essere spiazzante, devi apparire come una persona normale».
Lei si ritiene normale? «Adesso un po’ di più. Ho i capelli bianchi, nessuno immagina che un anziano signore possa fare cose folli o sbagliate, e io mi godo il pregiudizio».
Questo estratto di un’ intervista di Bruno Ruffilli a David Byrne durante il suo minitour con St. Vincent in Italia, pubblicata qualche giorno fa su La Stampa, pone in essere una bella riflessione su come stupire sia l’unico modo per sopravvivere, almeno per un’artista che ha fatto del colpo di scena il suo cavallo di battaglia. Stupire come portare le cose all’estremo e sperimentare forme nuove e diverse per Byrne significa essere ancora un artista, essere fedele a se stesso.
Un modo di vivere coraggioso per chi potrebbe vivere di rendita come tanti suoi altri colleghi, alcuni dei quali addirittura campano (se questo è campare!) con una canzone e con gli stessi vestiti tutta la vita. Altri parigrado piuttosto rimangono fedeli al proprio repertorio, nei secoli dei secoli, forever and ever, perchè la musica è anche un lavoro, perchè il ritorno che ricevono dai fans è sempre un bagno di energia, perchè chi lascia la strada vecchia per la nuova non si sa che fine farà, perchè Come si cambia (per non morire) è solo una canzone e la vita vera è un’altra. Oppure molto più semplicemente perchè quello è il loro modo di fare musica.
Ha ragione Mr Byrne, non tutti portano i capelli bianchi allo stesso modo, cosa che pensano in molti guardando anche al bisnonno di Ligabue.
Negli anni è opinione comune di chi ha opinioni comuni che Ligabue faccia fatica ad estrarre dal cilindro qualcosa di impatto stupefacente. Una valutazione che parte dal presupposto che ciò che ha portato Ligabue ad essere famoso sia oltre ad un timbro di voce inconfondibile, la capacità di raccontare delle storie con genuinità e sensibilità da storyteller di provincia, con una vita vissuta per strada. Molti immaginano che Ligabue, lontano da focacce di vitello e mousse alla mortadella, abbia perso proprio il contatto con la realtà e che seppur creativo nelle sue produzioni, non sia più capace di emozionare. E’ una valutazione sbagliata e ingenerosa, probabilmente ancorata al modo in cui percepiamo la musica del Liga; ci aspettiamo di sentire sempre un’altra canzone di Buon Compleanno Elvis? Forse siamo noi che non vogliamo farci sorprendere, forse siamo troppo fissati sugli accordi.
Anche un non fan di Ligabue, come me per fare nomi, può riconoscere che il giovane vecchio Luciano è in realtà stato capace negli anni di plasmarsi in forme diverse come pochi. Cantante e scrittore, regista e protagonista attivo del sociale, il cittadino di Correggio non si è mai tirato indietro dalla vita e ha partecipato ad essa nella forma e nella misura più rispondenti al proprio spessore, dal concerto del primo Maggio, a Campovolo, alla Royal Albert Hall, al MoMa, alle Università, al Parlamento europeo.
La verità che scaturisce dall’osservazione della sua multiforme carriera è che Ligabue non si è mai allontanato dal pubblico, anzi è riuscito a coinvolgerne sempre di più grazie alla sua capacità di essere eclettico, forse più nella vita che nella sua musica dove però è stato capace di evolversi, raccontando storie diverse e più mature. Che sia più ruffiano e più intellegibile di Byrne è indubbio, che sia più prevedibile e presente pure; merita almeno pari rispetto e stima. Dopo di che ascoltando una canzone di Ligabue in radio, cercati pure qualcosa di meno rassicurante; non si offenderà, qualcuno che lo ascolti lo troverà sempre.
Come avrete notato è uscito un suo nuovo singolo, Il sale della terra. Gli accordi sono i soliti accordi e la storia che racconta è una storia interessante che conosciamo già, raccontata con il suo linguaggio e con il suo timbro; il video è il solito video, niente di nuovo insomma. Da quando hanno scoperto l’America non c’è più gusto a vivere. Buon lunedì.






































