<MY BACK PAGES – AMERICAN PIE

[facebook_like_button]

"Don McLean - American Pie"

Brano: AMERICAN PIE

Artista: DON McLEAN

Anno: 1971

 

The day the music died (?)

E’ possibile raccontare la morte di un’intera generazione in una sola canzone? Forse, ma si tratta di un enigma musicale che dal 1971 rimane pressoché irrisolto. Perché da oltre 40 anni un pezzo di 8 minuti distribuisce metafore e allegorie come se fossero indizi utili a capire cosa sia successo quel 3 Febbraio 1959, ovvero il giorno in cui la musica morì. American Pie è l’atto d’amore di Don McLean verso un paese, l’America, e verso un’idea di felicità che arrivava sulle note del nascente rock and roll. Oppure è l’atto di amara consapevolezza verso la fine di un’epoca ed il brusco risveglio dal sogno di una gioia lieve e possibile. Oppure niente di tutto questo o meglio, non solo. Perché American Pie rimane, per scelta dell’autore, un brano ricco di riferimenti e personaggi più o meno noti privo di un’interpretazione autentica da parte di McLean. Amercan Pie è il risveglio di un’intera generazione colpita al cuore dal disastro aereo del 3 Febbraio 1959 in cui trovarono la morte Buddy Holly, Ritchie Valens e Big Hopper in viaggio verso Fargo per un concerto.

Vampire-Weekend-okkkk-866x580

Su quell’ aeroplano non morivano solo tre pionieri della musica rock ma si spegneva dolorosamente il sogno di vita allegra e felice che i tre rappresentavano e con esso si chiudevano gli Happy days che avevano reso l’America un luogo di mito. Don McLean rielabora il lutto di quel momento a distanza di anni, in un racconto che mischia elementi autobiografici a personaggi come i Beatles, Rolling Stones, Dylan e Janis Joplin, miti nuovi di un tempo in cui il rock non sarebbe stato esclusivamente un forma di liberazione ed evasione ma un ‘atto di consapevolezza e militanza. Il primo brano di successo di McLean scorre come un flusso di coscienza e di ricordi per oltre 8 minuti lasciando intatto l’alone di mistero che alimenta tutto il testo del pezzo. Per anni si succedono tentativi di interpretazioni del brano che non trovano mai nessuna conferma nell’ autore il quale ritiene che una volta eseguita la canzone la stessa appartiene al suo pubblico ed ogni interpretazione è possibile ma non necessariamente vera.

A distanza di 40 anni potrebbe essere questa l’eredità lasciata da American Pie se non fosse che rispondendo alla domanda iniziale si pone un’ulteriore e maggiore interrogativo. Si può raccontare la morte di un’intera generazione, la morte simbolica del sogno dei giovani degli anni 50, ma quel giorno non moriva la musica. Quel giorno, dalle ceneri di un aereo precipitato su un campo dello Iowa nasceva una nuova idea di musica e molti giovani diventavano improvvisamente adulti. Ma la musica, e McLean stesso ne è la prova, non poteva morire e avrebbe continuato ad alimentare i sogni e le illusioni di altre generazioni.

Il video che vi mostriamo di seguito fu realizzato solo nel 1989 da un gruppo di appassionati nonché professionisti video maker con lo scopo di omaggiare il brano capolavoro e fornirgli una nuova veste grafica.

American Pie  restò stabile alla posizione numero uno nella classifica statunitense per ben due settimane nel 1972.

[facebook_like_button]

Potrebbero interessarti anche:

Leave a Reply