<CALIFORNIA ROLLOVER – L’appoggiatura

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A causa della malizia a prezzo di saldo stile era un “figlio di Pu..lcinella” , che ne contraddistingue i primi connotati, l’argomento denominato Appoggiatura che qui miseramente tratteremo, potrebbe attrarre un pubblico corposo, prettamente maschile, che però non intendiamo ingannare. Noi non vi distrarremo dalla logica che permea un non luogo il cui simbolo è un vecchio compositore indimenticato (ndr Beethoven) con un rossetto irriverente e dozzinale, tutto è perfettamente in linea con la mission di questo format. Noi aggiungeremo qualche ingrediente a un argomento già trattato altrove, come riferiremo in seguito, poichè come disse Nilla Pizzi: “nulla si crea, nulla si ditrugge, tutto si trasforma”. Ripeteremo la lezioncina ad alta voce, per impararla meglio e insieme ci aggiungeremo il nostro, proverbialmente pressapochista ma soprattutto inutile, contributo.

Stop alle divagazioni, prendiamo in mano l’affare e cominciamo con l’Appoggiatura. L’ appoggiatura, lunga o breve o doppia, (da non confondere con il caffè corretto o scorretto, all’humour o all’utopia, dolce o amaro, freddo o caldissimo oppure offerto dalla ditta come nella famosa parabola di Pasquale Baudaffi e Gennaro Gargiulo) risale al XVIII secolo, sebbene in molti avrebbero scommesso su un’origine ben più remota. Mi riferisco a quelli come me che sono cresciuti con la cultura del sospetto e dell’invidia verso i giovani virgulti americani col cappellino dalla visiera rivolta sulla nuca, avvinghiati a donzelle danzanti sul dancefloor di qualche sconosciuto angolo di mondo, mai riconducibile alle balere da noi frequentate. Si dai quelle cose che vedi nei video di 50 cent o Nelly.

Lungi dal risultare dall’avvicinamento delle proprie maestranze preposte all’accoppiamento a quelle preposte alle più varie funzioni del genitl sesso, l’appoggiatura è un “abbellimento musicale”. Per definizione “L’appoggiatura dista una seconda dal suono reale ed è accentata; per consuetudine si distingue in appoggiatura lunga (che sottrae al suono reale metà del suo valore) e breve (che coincide con l’acciaccatura); può essere anche formata da due note e si chiama doppia appoggiatura. Nel linguaggio armonico, nota estranea all’accordo, distante una seconda superiore o inferiore dal suono reale su cui risolve“. Se non avete studiato musica non avrete capito una mazza. Io per esempio ho preferito leggere i fondi di una tazzina di caffè appena uscita dalla lavastoviglie, per capirci qualcosa. In parole da maneggiatore e utilizzatore finale di fresco pescato, si tratta di un meccanismo di creazione di una dissonanza da un suono originale che genera tensione (sgomento) in chi ascolta, una tensione che si risolve quando si ritorna al suono originale che la precedeva .

PER DIRLA CON UNO SCHEMINO (SUONO=relax->DISSONANZA=tensione->SUONO=sospiro di sollievo).

In una canzone con molte appoggiature l’ascoltatore sarebbe sottoposto ad una tensione emotiva continua, che secondo una teoria raccontata dal Wall Street Journal e riproposta in questo articolo del Il Post sarebbe motivo del successo di Adele. In particolare Someone like you risulterebbe piena di appoggiature, alcune facilmente riconoscibili come nel ritornello (e studiate ad arte per ingenerare questo fenomeno), che la rendono canzone ideale per piangere, da fare invidia alla Madonna di Civitavecchia (secondo i complottisti della pasta asciutta, sarebbe solo sporca di pomodoro, quindi golosa e non piangente). 

Qualcuno obietta che se bastassero le appoggiature a far piangere copiosamente i popoli, allora i Gemelli Diversi sarebbero i primi distributori d’acqua della nazione. Anche se ho già sentito da un paio di persone sostenere di aver pianto con i Gemelli Diversi. Qualcun altro obietta “a me fa piangere Gelato al cioccolato di Pupo, e allora?” e qualcun’altro obietta ancora che se s’applicassero, psicologi e studi scientifici, a più utili speculazioni adesso si potrebbe appoggiarla più tranquillamente addosso alla gente. Raccogliamo tutte le obiezioni, disponiamole pure in ordine alfabetico, di peso e di lunghezza dopo di che possiamo mandarle al macero assieme a questo post. Dopo tutto per ascoltare una canzone, questa roba non ci serve, basta qualcuno che canti, qualche strumento musicale e un luogo caldo sul quale appoggiarsi. Tipo una stufa. Stufi? Come lui?

Buon lunedì a tutti, soprattutto agli amici di Civitavecchia.

 

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