<MY BACK PAGES – FUN HOUSE

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Album: FUN HOUSE

Artista: THE STOOGES

Anno: 1970

 

 

 
Il Rock dell’uomo di Neanderthal

Possiamo certamente ritenere la necessità di produrre il suono come un bisogno naturale, innato per l’uomo. Non è difficile pensare che percuotere ripetutamente con un oggetto una superficie è stata una costante anche per l’uomo della pietra ammaliato dal potere della creazione del suono per mezzo della forza. Il rock degli Stooges è espressione di primitiva vitalità quasi a voler testimoniare l’attualizzazione del suono della caverna.

Fun house è un album di appetiti esibiti in maniera sfrontata, che non cerca l’ammiccamento ma la diretta emanazione delle pulsioni, delle necessità immediate dell’uomo. Con Fun House la band dell’Iguana realizza un suono che, indipendentemente dalle diverse definizioni di genere declinate sul tema del punk, rappresenta la dimostrazione del suono dell’uomo preistorico, la prova della radice profonda della violenza per gli uomini di tutte le epoche.

Iggy Pop e soci pescano da diversi repertori ed esperienze musicali mescolando energicamente elementi blues con un’idea di rock intenso. Il risultato è un disco vigoroso, urlato, accompagnato da un suono sempre sostenuto, da temi musicali e parti cantate ripetute quasi come mantra.

E’ un disco di atmosfere questo della casa del divertimento. Iggy descrive una prima parte di ambienti in penombra, scene di ordinaria vita borderline. Ne esce un uomo affamato, cacciatore per necessità di sopravvivenza e preda al contempo di una società onnivora pronta a sottoporlo all’attento sguardo della TV (TV eye). La successiva Dirt è la rivelazione di un senso di sporcizia da cui è quasi impossibile sottrarsi.

 E’ comunque nella seconda parte che il suono si trasforma in un muro sonoro ed il sound travolge tutto in un crescendo orgiastico. Accompagnati in questa parte dalle incursioni in pieno free jazz del sax di Steve Mackay gli Stooges nella seconda parte dell’album alzano il tiro  abbandonandosi alla completa lascivia.

 1970 (data dell’album) è un  pezzo dal fortissimo gusto punk sorretto dalla ripetizione ossessiva dell’iguana (I feel all right, I fell all right) in un crescendo di autodistruzione. La title track rappresenta il parossismo di questo sound sfacciato e primitivo che si fa sessuale ed impregna l’aria di una carica calda ed umida rievocando la fun house dove il buon Iggy è andato per giocare ed intende giocare al massimo. Fun house rappresenta una gomorra sonora, un girone dantesco in salsa punk, dove anche il suono degli strumenti si fonde in un unico bagno di sudore. Il risultato è il commiato dell’album che avviene con la distorsione assoluta di LA Blues l’ultimo guizzo della candela che si spegne.

Iggy Pop e gli Stooges rappresentano un modo di concepire la vita ed il rock come diretta emanazione di ogni istinto, ma essenzialmente come fatto vitale, prova di sopravvivenza per mezzo della creazione di musica, espressione di una realtà senza filtri, da restituire così com’è senza ipocrisia e falsità.

Si, danzare sotto il cielo adamantino con una mano che fluttua libera

My Back Pages è la rubrica del giovedì che tratta dei grandi album del passato attraverso la penna di Mr. Tamburino, scrittore di stazza pesante ma dal cuore di panna che si diverte a parafrasare le pietre miliari del rock ‘n roll.

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