Siete bravi in geografia? C’è un giochino che appartiene alla sfera della mia infanzia, basato sul doppio senso, in dialetto tarantino:
–Atèn a captal’ a Grecie? (1.E’ Atene la capitale della Grecia? ma anche 2.Ce l’ha la capitale la Grecia?)
–Atèn! Atèn! (1.Atene!Atene! ma anche 2.Ce l’ha! Ce l’ha)
–E com’s chiam’? (e come si chiama? evidentemente chi ha fatto la domanda inziale attribuisce alla risposta precedente il significato nr.2)
–Atèn! (1.Atene! oppure 2.ce l’ha!)
– Agghie capit’ ca a ten’, ma com’ s’ chiam’? (Ho capito che ce l’ha, ma come si chiama? qui non si tratta più di interpretazioni, c’è di mezzo un idiota)
Capite bene, se avete avuto la costanza di leggere fino a qui, che il gioco potrebbe durare all’infinito. E anche che il gioco ha senso solo nel mio dialetto, poichè Athens (in inglese) non si trova solo in Grecia, ma anche in Alabama, Michigan, Ohio, Texas, Penssylvania, California, Maine, Wisconsin, Vermont e l’immancabile Mississipi. Insomma quei pazzi megalomani degli americani ne hanno una collezione. Noi questa volta ci fermeremo in Alabama, contea repubblicana in cui è ancora possibile morire di iniezione letale. In particolare ad Athens, città in cui albergano maiali col sigaro e il cappello da chef.
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Ad Athens, Alabama, infatti prende forma uno dei gruppi rivelazione del 2012. Il loro disco d’esordio uscito agli inizi d’Aprile ha riscosso all’estero un successo di critica uniforme (con alti gradi ) e ad ascoltarlo, “Boys&Girls“, si capisce facilmente perchè. Commosse congratulazioni agli Alabama Shakes. Che non son troppo giovani e nemmeno tanto fighi, ma sono squisitamente bravi. Vengono in mente infatti pochissimi gruppi il cui album d’esordio raccolga un simil condensato di passione e sentimento, oltre che un cuore black che pulsa in ogni singola nota cantata dalla front woman e chitarrista Brittany Howard, che ha dovuto suo malgrado lasciare il suo posto alle Poste. Il singolo che ha battezzato l’album, di cui tra l’altro apre la tracklist, si chiama Hold On ed è un riuscitissimo biglietto da visita; le visite non sono tardate ad arrivare dal momento che su Youtube ci sono quasi 2 milioni di visualizzazioni del video ufficiale pubblicato il 30 marzo.

Le altre tracce non sono da meno, dalla profondissima I Found you, alla leggerissma Hang Loose, alla rassicurante You ain’t alone e per il resto fatevi voi un’idea, perchè come ho detto ad un simpatico ciccione alla FNAC che mi ha scambiato per qualcuno che se ne intende, è una disco che merita dall’inizio alla fine e io non sono un loro parente. Ok, lo ammetto: uno di loro è il cugino della sorella del cognato di un ragazzo che porta a lavare il cane del vicino nel negozio di un mio amico alla lontana, Peppino del Wyoming.
In Italia qualcuno sostiene che non ci sia nulla di originale nel loro sound, che si tratti di retromania fine a se stessa, che sia la copia fedele di qualcosa che è esistito già. Qualcuno sostiene che l’aver posto l’accento sulla presenza di Russell Crowe ad uno dei loro concerti lasci intravedere una furba operazione di lancio mediatico. Qualcuno sostiene che ci sia tanto tanto tanto esibizionismo delle doti canore di Brittany, e basta. Io invece ci vedo tanta intensità e tanta sostanza, e soprattutto musica genuina e quanto mai desiderabile.
Per ora dovremmo continuare ad ascoltarli solo attraverso qualche diavoleria della tecnologia perchè le date annunciate per il loro tour europeo in autunno non contemplano Lo Stivale. Sarà perchè forse non li apprezziamo abbastanza, o forse perchè siamo bravi in geografia e nessuno si è ancora fatto una ragione che esista un Atene pure in Alabama. Anche perchè finchè vuoi copiare un nome ok, ma è quando devi ricostruire il Partenone che si vedono i duri, veri. Loro secondo noi lo costruiscono. Speriamo di spargere un po’ il verbo e la curiosità, convinti che infine ci verranno a trovare, qualcuno educato apparecchi la tavola che io faccio le polpette. Buon lunedì.
Ps-qualcuno conosce la tipa che compare nel quadro in alto a sinistra?
CALIFORNIA ROLLOVER è la visionaria rubrica ispirata a fatti realmente accaduti legati al mondo della musica ma che potrebbe benissimo trattare di banane e lampone.






































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