
Album: ARE YOU EXPERIENCED
Band: THE JIMI HENDRIX EXPERIENCE
Anno: 1967
Il dono di Dio nella mano del Diavolo
Concludendo “lode all’inviolato” Franco Battiato rievoca Paganini dicendo che “il diavolo è mancino, è subdolo e suona il violino”. A distanza di molto tempo il virtuosismo oltre natura del celebre violinista italiano avrebbe avuto un seguito in un chitarrista americano, di colore, mancino anch’esso e fornito di un talento mai visto. Appunto, diabolico.
James Marshall Hendrix è, a distanza di oltre 40 anni dalla morte, la personificazione stessa del chitarrista rock, capace di rappresentare non solo una stagione della musica rock ma l’idea stessa del musicista portentoso e visionario. Il risultato è il prodotto di una totale dedizione alla causa della musica, una conoscenza solida delle radici blues della musica nera unita alla grande attenzione verso le nuove scene hard rock e psichedeliche, nonché un talento sconfinato nell’animo di un pioniere.

Are you experienced è il primo album dei Jimi Hendrix Experienced, ovvero la band (Mitchell alla batteria e Redding al basso) messa in piedi per esaltare la Fender Stratocaster di Hendrix. E’ un esordio luminoso che permette di cogliere i frutti di un’instancabile vita da musicista di supporto e letteralmente travolgere la pur già ricca scena rock di fine anni 60. Perché il primo album dei Jimi Hendrix Experienced unito alle proverbiali esibizioni live della band hanno un sapore totalmente sconosciuto per l’epoca, incendiario e sperimentale ed un gusto fisico della musica: esperienze di ascolto a fior di pelle.
Are you experienced è un album di tempi così come Eletric Ladyland sarà un album di spazi. E’ un album di tempi perché l’esordio di Hendrix è un concentrato di pezzi, divenuti in larga parte dei classici eterni, resi in formato radiofonico, eseguiti e registrati in dimensioni beatlesiane. E’ il frutto di un lavoro di sintesi fra la tendenza sperimentale e psichedelica di Hendrix e la cultura musicale del momento. Quello che ne esce è la carica sessuale di Foxy Lady, il sound dirompente di Stone Free, il senso di smarrimento urbano di Manic Depression.

Il tocco di quello che si sarebbe professato “figlio del voodoo” è talmente peculiare ed irripetibile (fatto di accordi di chitarra più bassi di un uso smodato di effetti e distorsioni come non si erano mai visto in passato) da rendere nuovi anche pezzi presi in prestito e restituiti per sempre diversi. Ciò che prende Hendrix smette di essere una cover e diventa un nuovo pezzo, il percorso inverso è impossibile, e sarebbe successo sia con Hey Joe che con All along the Watchtower di Dylan.
Quella dei Jimi Hendrix Experienced smette di essere un semplice seguito di fan dietro al gruppo e diventa una sorta di religione musicale. Brani come The Wind Cries Mary e la title track creano un’atmosfera musicale che è essa stessa esperienza multisensoriale con la musica come spunto per altri pellegrinaggi. Il gran santone è sempre dietro la chitarra in assoluta simbiosi con il mezzo mediante un legame che produce un sound capace di superare la modernità e consegnarsi all’eterno.

Al tempo del tuo tamburino, non è altro che un lacero pagliaccio





































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