<SENIGALLIA ROCKS – Fiocchi di Rock n Roll

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C’è la neve in questi giorni in Italia. La neve, sapete, si attacca dappertutto e non ti fa capire più niente. Te la ritrovi sulla macchina che decidi di non prendere – “vado a piedi”- e poi lungo il marciapiede su cui tentenni e barcolli. Ti bagna le borchie del chiodo e ti ghiaccia la punta della lingua mentre canti Knockin’ on Heaven’s Door. La neve, ragazzi, è come il vero rock and roll: ti cade addosso e non te la levi più di torno.

Sono giorni polari. Si blocca Roma, si fermano i treni (solo quelli per squattrinati; l’alta velocità va), ma le casse di Senigallia pompano più rock di una tormenta siberiana. Sono in forma i ragazzi. Il freddo li tiene vispi e birbanti come piacciono a noi. Si comincia con il blues di Three Times a Fool dall’album Black Rock di Joe Monamassa, a detta loro il rivale di John Mayer. Il pezzo, ovviamente una cover di Otis Rush, esprime potenza elettrica, ma non siamo del tutto convinti. Stefano, Senigallia boy #2, ci rassicura andando a pescare un altro album dell’amico Joe: Had to Cry Today.  Sceglie la traccia numero quattro, il classico di Lowell Fulson,Reconsider Baby. Suona bene, ma siamo lontano dalla mitica versione di sua maestà Elvis Presley.

Non ci diamo pace. Ci mettiamo a scorrere freneticamente con gli occhi centinaia di cd alla ricerca della rivelazione. E come un cazzotto in faccia (gelata la faccia) la rivelazione arriva: The Muddy Waters Woodstock Album. 

Muddy Waters è in forma: cinque pezzi originali e quattro cover che gli valgono anche un Grammy. L’album lo registra insieme a una combriccola di amici nel febbraio del 1975. Dove? Qui i nostri Senigallia Boys non se le mandano a dire e si scontrano ancora una volta per la corona di peso massimo del blues. Stefano ci dice che è un live. Gip va su tutte le furie e ricorda a tutti che quando ascoltava quest’album Stefano era ancora a scuola coi calzoni corti. Gip, non ha mai avuto un dubbio su Muddy Waters e ci dice che il disco è stato registrato in uno studio di Woodstock. Chi ha ragione? Andate a controllare voi stessi, amici. Noi non ci metteremmo in mezzo a una zuffa dei ragazzacci neanche per tutto l’oro di Sir Paul McCartney.

Nel frattempo, arriva un gruppo di capelloni alla ricerca di roba pesante. Sono giovani e hanno bisogno di coccole. Stefano sa già tutto e gli tira fuori il pezzo serio, perché quando il blues si surriscalda only the bravest restano in piedi. E questi non camminano, volano. Eccovi i Led Zeppelin, cucciolotti, Whole Lotta Love. Di più non si può. I capelloni comprano dischi a go go e già mi sembra di sentire mamma e papà maledire la notte d’amore che li ha concepiti. Si sa, il rock logora chi non ce l’ha.

In foto il bottino di ieri!

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