<SENIGALLIA ROCKS – Quelli che…Ugo

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Quelli che hanno il cane che si chiama Ugo, Ughino, Ughetto. Quelli che della neve non se ne può più. Quelli che fanno i mercati all’aperto anche quando è sotto zero. Oh yes…

Faceva freddo oggi al mercato di Senigallia, ma i nostri eterni ragazzi erano là con la loro bancarella a passare musica di casa. Omaggio a Milano, omaggio a uno che del rock, del jazz e delle stelle se ne è sempre infischiato, perché ha sempre fatto di testa sua. Omaggio a Enzo Jannacci. Del cantante milanese ascoltiamo uno dei dischi più belli: Quelli che
In questo album del 1975 figurano come autori anche Dario Fo e, pensate pensate, il ragazzo di campagna Renato Pozzetto. Il nostro Stefano è rimasto senza macchina, il freddo non perdona se non metti l’olio nuovo, e si sente un po’ come il Bonzo della canzone dell’Enzaccio: la liberta di bruisà, pe potè campà, la libertà di lavurà, ba ba ba. Gip canta, fa il gesto di suonare la chitarra e la spara via – “E’ una troia”- quando le casse si struggono sulle note di Vincenzina e la fabbrica. Noi ci vestiamo nell’eleganza da catena di montaggio del testo: Vincenzina il foulard non si mette più.

Per Stefano, 1984 non è il libro più famoso di George Orwell, ma l’anno in cui ha cominciato a vendere dischi. Faceva l’assistente del capo bancarella prima e poi, piano piano, la bancarella l’ha fatta sua. Ne capisce di musica, lui. Si deve sorbire le palle di neve d’inverno, le zanzare d’estate e anni e anni di pioggia, ma quando vede uno scugnizzo del rock che mette su i denti, tutta la fatica svanisce.
Sobbalziamo quando tira fuori Time Out di the Dave Brubeck Quartet. La neve si scioglie. I passanti restano immobili, come d’incanto congelati nel tempo. Solo il nostro birbantissimo cocker Ugo salta su due zampe e capitombola su un bastardino maculato. Blue Rondo a la Turk è un viaggio nel cinema, nel jazz, in tutto quello che pensi di aver affondato e poi te lo ritrovi a galleggiare in quest’abisso di vita in cui tutti nuotiamo. Oh yes…
Ma qua nessun è Schettino! I nostri ragazzi sono capitani senza macchia e senza paura che la nave non la lascerebbero neanche davanti a un’infima ciurma di pirati somali armata fino ai denti. Prendono il comando e ci fanno salpare per quel mare in mezzo agli oceani del jazz e del rock e di tutto quello che vi pare che si chiama fusion.
La sirena di questo mare ha baffi, capelli neri e si fa chiamare Santana. L’album è Welcome, registrato nel 1973 tra un tour mondiale e l’altro, con una band al massimo della sua furia creativa. Noi mettiamo su la nostra divisa di marinaretti e balliamo al ritmo di Samba di Sausalito e When I look into your eyes. In licenza vacci tu! Noi tiriamo a lucido il ponte di coperta con i nostri footwork degni di un musical alla Sinatra, Frank Sinatra.

Poi l’imprevisto! Uno strappo. Un altro. La corazzata Potemkin fracassa il nostro veliero. Fradici e ancora inebetiti, ci accorgiamo che una bella barboncina ha risvegliato i sensi del nostro Ugo. Non possiamo far altro che ubbidire al suo istinto d’amore e inseguire a rotta di collo questa bambola tutta ricci e capricci.

Ah l’amore! Che cos’è se non un sospiro di rock and roll?

 

SENIGALLIA ROCKS è la rubrica del sabato che trae spunto dalle selezioni musicali di Stefano e Gip, i due gestori di una bancarella di dischi e cd alla fiera di Senigallia, Milano. Andateli a trovare ogni sabato dall’alba fino alle 16.

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