<CALIFORNIA ROLLOVER – Il Calippo è il Calippo.

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Quanti anni ha Prince? Cinquantaquattro.  Di cui trentaquattro di onorata carriera. O forse ventisette, dipende dai calcoli; se non volete avere a che fare con i calcoli bevete tanta acqua.

L’acqua fa bene. Ed Alfred Wiesner ne fece un uso vincente. Chi è Alfred Wiesner? Alfred Wiesner è Alfredo Vieni. Nella penisola in cui abitiamo, siamo stati da sempre piuttosto restii ad accettare che all’estero potessero avere nomi in una lingua diversa, telefonare ore pasti a Cartesio, Francesco Bacone e Tommaso Moro. Alfred Wiesner a.k.a. Alfredo Vieni fu un ingegnere jugoslavo di origini ebree che arrivò in Italia nel 1942 per sfuggire ai nazisti che facevano bagordi in Austria, dove precedentemente abitava con la moglie Edith Artman. In Italia non si fece mancare nulla, dal campo di internamento di Ferramonti di Tarsia al carcere di Fossombrone, sempre perseguitato dai porci nazisti; motivo che probabilmente lo spinse, unitamente a un vivido coraggio a distinguersi durante la Resistenza, come Patriota.

E’ il 1947 e Prince non è ancora nato quando Alfred a.k.a. Alfredo fonda a Roma la «Algida – industria alimenti gelati», che vende all’ingrosso frutta congelata e gelati. Tanta, tantissima acqua.  Volete sapere quale fu il primo gelato? Un gelato alla panna ricoperto da cacao e retto da un bastoncino di legno a.k.a. (tutti in coro) Cremino.

Oggi l’Algida, sotto il cappello Unilever che ha voluto che fosse riconosciuta con lo stesso simbolo di Wall’s, Frigo, Langnese e via dicendo, sue sorellastre gelataie di cotanta mamma multinazionale, diffonde i suoi gelati in molte parti del mondo. Ognuno con il suo nome? No, il Cornetto è il Cornetto. Il Magnum è il Magnum. E il Calippo? E’ il Calippo. E non esistono A.k.a. che tengano.

 

Calippo a.k.a. Prince? No. Dal 1993 al 2000 Prince in guerra con la sua ex etichetta Warner che non voleva concedergli i diritti relativi al suo celeberrimo nickname, aveva deciso di chiamarsi T.A.F.K.A.P. (The Artist Formerly Known As Prince). Quel nomignolo che svela l’arcano iniziale su quanto debba essere lunga la carriera del nostro eroe e riporta a Paperino a.k.a. Paperinik e Panda a.k.a. Marbella, mi ricorda tanto quella vecchia barzelletta di quel tale che si fece tatuare sul pene la scritta WTMC. Che nei momenti di giubilo sarebbe diventata poi Welcome to Marlboro County.

Aldilà delle barzellette e delle approssimazioni, si trattò di una faccenda molto travagliata: Prince non era un comune nome d’arte ma il vezzeggiativo con cui veniva chiamato da mammà. Quando gli fu tolta la possibilità di utilizzarlo decise di adottare il simbolo Prince logo.svg ,che  definì The love symbol. Nessuna parola, nessun suono, solo un distintivo della sua musica. L’ impronunciabilità del simbolo costrinse Prince, suo malgrado, a doverlo rivedere in qualche modo, per consentire che se ne parlasse. Ecco il perchè decise di essere identificato come TAFKAP e poi semplicemente come The Artist. Frittata servita. Inoltre la sua vita in quel periodo fu scossa dall morte precoce di suo figlio; la produzione musicale di Prince subì gioco-forza l’influenza di quell’accadimento perdendo in parte quella caratteristica di musica per viziosi goderecci, che  aveva contraddistinto alcuni tra i suoi più famosi lavori precedenti. E’ in quel periodo che Prince scopre di avere un cuore a forma di cuore, il cui manifesto è The Most Beautiful Girl in the world che potrete dedicare a chi volete, magari condividendo un cornetto. E dopo magari un caffè.

Per chi ha già preso il caffè invece è tempo di tirare il fiato, bere un bicchiere d’acqua e scegliere un nome semplice. Enzo può andare bene, buon lunedì a.k.a Ilprimogiornodellasettimana.

 

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