Tra le lenzuola e le voglie di Gip
E se la rosa si chiamasse margherita? E se Gip poi non si chiamasse davvero Gip? Se è vero che la strada della conoscenza è lastricata di sampietrini a forma di punto interrogativo, più stringiamo amicizia con i nostri ragazzi di Senigallia più ci sentiamo pionieri di terre inesplorate. Ma andiamo con ordine e ne scopriremo delle belle.
Oggi arrivo a Senigallia con il mio amico Angiolino verso l’una (Rocknrollo se n’è andato in vacanza ai tropici di Puglia, maledetto). Appena ci vede, Gip prende da dentro il furgoncino l’articolo stampato che gli avevo portato la settimana scorsa. L’ha letto. Eccome se l’ha letto. I fogli sono tutti pieni di correzioni. “Io non mi chiamo più Gip” – mi dice e già mi tremano i polsi – “Gip era il mio nome da ragazzino”. Resto immobile come un pugile suonato. Mi aspetto il colpo del KO ed eccolo qua: “Io sono Mr Joe Rock’n Roll”. La faccia è seria. Muove la testa su e giù rapidamente e comincia a raccontare.
Era il 1969 e Gip aveva tra i 16 e i 19 anni (l’età cambia di volta in volta). Ai tempi era un rocker in erba: capelli lunghissimi e chitarra in spalla girava per Milano con la sua gang. Bello era bello, non ci sono dubbi né foto a testimoniarlo. Una sera va a una festa e ballando il ballo del mattone incontra una tipa più grande. Gip l’accarezza, la stringe, l’avvinghia. Finiscono a letto. Lei è una ninfomane, Gip ha la furia ormonale del teenager. Il letto brucia, le lenzuola vanno a fuoco. Una nottata che Cupido ce l’ha ancora segnata sul taccuino. I due amanti si placano solamente quando il sole è già alto nel cielo. Lei guarda lui. Lui guarda lei. La tipa dice: “non puoi più chiamarti Gip, ora sei un uomo. Chiamati Joe Crazy Man”. E così è stato. Se ho capito bene, Gip, ora si dovrebbe chiamare Mr Jo Crazy Man Rock’n Roll. Ma Stefano ci dice: “continuate a chiamarlo Gip e buonanotte.” E noi così faremo.

E’ ora di pranzo a Senigallia e nel resto del Belpaese. La differenza è che in casa di Bruno Vespa si degusta brodino vegetale e si guarda il tg1, qua si trangugiano panini con la salamella e si ascoltano i Genesis. The return of the Giant Hogweed da Nursery Crime, album del 1971. Durante gli otto minuti e undici secondi del brano si passa dalla psicadelia al prog alla, ehm, funzione religiosa… “Cos’è la messa?” grida Gip. ‘Sta musica non gli piace. Stefano non sa più cosa fare con lui. Ci dice che è indisciplinato e fa sempre quello che vuole. Non lo tieni Gip.
Stefano ha bisogno di stare solo. Manda Gip a comprare caffè per tutti e ne approfitta per scegliersi un pezzo che tira fuori il suo lato romantico. Lucio Battisti è il suo cantante italiano preferito. Prende il disco Anima Latina e mette su Due Mondi. Questa è poesia dice Stefano recitando il testo: da femmina latina a donna americana.
Peter il Sardo oggi è l’ospite ufficiale dello stand e chiede di ascoltare Cotton Eye Joe dei Rednex. Stefano scuote la testa in senso di disapprovazione. L’ha messo solo perché glielo ha chiesto l’amico. Noi capiamo subito perché questo cd ve lo potete portare a casa con un solo euro, anzi se ve lo venite a prendere ci fate un favore.
Scalziamo Peter il Sardo e riprendiamo il controllo dello stereo. Per augurarci un buon ritorno verso casa, Stefano chiama la risposta italiana alla BB di Brigitte Bardot: la CC di Caterina Caselli. E’ il volto della vita da nessuno mi può giudicare. Con la sua frangettona biondissima, Caterina sta aspettando il suo amore che corre verso di lei. E’ un’attesa che pare interminabile, ma quanto è bello alla fine aprire la porta e trovarsi davanti il volto della vita? Andiamo via a bussare a tutte le porte della città, Angiolino! Qualcuno potrebbe aspettarci.

SENIGALLIA ROCKS è la rubrica del sabato che trae spunto dalle selezioni musicali di Stefano e Gip, i due gestori di una bancarella di dischi e cd alla fiera di Senigallia, Milano. Andateli a trovare ogni sabato dall’alba fino alle 18:00







































sabatotuttiasenigalliaconoscere GIP!!!