<SENIGALLIA ROCKS – Fermateli se ci riuscite

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Oggi non si scherza. Il sole si abbassa sulla Fiera di Senigallia e le bancarelle diventano un immenso campo di cotone, dove si canta, si suona, si vive il blues. Probabilmente, Mick Jagger e compagni non ci sono mai stati a raccogliere il cotone, ma quel blues se lo portano dentro come un callo sulle mani che non va mai via. Già, perché sono ancora una volta le pietre rotolanti a darci il benvenuto alla bancarella più rock and roll di questo sporco globo, quella di Stefano e Gip. Le casse vomitano You gotta move dal celeberrimo Sticky Fingers del 1971. E le dita non ce le avevano certo sticky perché avevano mangiato il pollo.

 

Io ho già lasciato la realtà e sono entrato in un mondo fantastico: cielo di melassa (lo puoi succhiare), Lucy con i diamanti, stelle a forma di chitarra e usignoli che cinguettano Hoochie Coochie Man. Qui giocano quelli seri. Non ci sono ingressi per VIP con occhiali grandi quanto due melanzane. Qui si suda e si lotta fino a quando l’ultima nota ti scorre nelle vene. Does everybody want to? Cantano i Grand Funk Railroad nella loro, vertigine vertigine portami via (prova a volarci su Lorenzino e vedi come finisci), Footstompin Music. No, qua Senigallia brucia! Uuuu UUU Uuu! Ciao ciao forma parola, qui comandiamo noi e parliamo come ci piace.

 

Ma non basta, Gip è incontentabile e pretende People Let’s Stop the War. Sì, ne vuole ancora. Suona con le mani una chitarra che parte dal centro della terra e arriva fino a Jupiter. Lui non lo fermi oggi. Stefano non sa quel che fa e alza il volume. Gip ha la scheggia. Salta, afferra Stefano, lo scuote, lo alza, lo abbassa, gli tira pugni sulla spalla.  Stefano è risucchiato in un vortice di mazzate. Che uomini, che portamento! 

 

Ok, diamoci una calmata. Uff, uff, respira, uff. Stefano mi prendi qualcosa di rilassante? Dai, su ricomponiamoci.

Accanto a me spunta Gaetano, un altro amico dei nostri. Gaetano non è un pivello e suggerisce: Tattoo di Rory Gallacher. Come va il mondo là fuori? Ci siete ancora voi terrestri? Perché Rory ci ha portato A million miles away. Ingoiamo stelle e sputiamo champagne, se vi sembra che stia piovendo laggiù è solo colpa nostra.  Uno dei clienti si batte la mano sul cuore e ci dice: io l’ho visto lui! Il tizio ha visto Rory Gallacher in concerto in una discoteca di Lignano Sabbiadoro negli anni settanta. Solo gente coi fiocchi a Senigallia. Stefano ha fame. Se lo vuole riempire di groove quel suo stomaco brontolante. Mette a palla gli Emerson, Lake & Palmer. Invoca l’assolo di batteria di Tank. Suoni per ritrovare la strada di casa nella nebbia. Manuale di sopravvivenza in caso di momentanea perdita della ragione. Labirinto per rondinelle in calore. Sono le 18 e Senigallia si prepara alla chiusura e Stefano ci regala Lucky Man sempre degli Emerson, Lake & Palmer. 

 Io sono stordito. Sono stato via, sono tornato. Ho puntato la mia vita sul 23 rosso e ho vinto un milione di dollari in biglietti di carta da parati per arredare la casa del rock. Il mondo luccica come una patacca nel sole del tramonto. Si sta facendo freddo. Scende la sera e la gente va via. Ma per cento che andranno a dormire, ce ne sarà uno, almeno uno anche stanotte, che prenderà una chitarra e butterà già una canzone. Canterà per qualche spicciolo di stella o per una donna con gli occhi neri. Veglierà su di noi e ci salverà l’anima. Per questo siamo tutti lucky man. Fuck, yeah.

 

SENIGALLIA ROCKS è la rubrica del sabato che trae spunto dalle selezioni musicali di Stefano e Gip, i due gestori di una bancarella di dischi e cd alla fiera di Senigallia, Milano. Andateli a trovare ogni sabato dall’alba fino alle 18:00

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