
Grimes
Visions
(4AD)
RollOver: Visionario
Voto: 6
Ritorna la Quebecchiana e canadese Claire Boucher che ci propone una matura chiave compositiva del suo progetto Grimes con l’uscita del nuovo lavoro Visions.
Curioso come l’approdo alla 4AD abbia dato più luminosità di produzione rispetto ai precedenti lavori, visto che le aspettative prevedevano piuttosto il contrario. L’alone misterioso tipico delle sonorità sospese di Boucher assieme alle sue cupe caratteristiche timbriche lascia spazio (non sempre) ad aperture melodico/armoniche nuove per il suo genere.
L’album è strutturato in maniera piuttosto omogenea dando la sensazione di trovarsi ad un claustrofobico party futuristico dove si alternano brani dai loop incalzanti (Symphonia) ad espansioni synth (Genesis, Nightmusic). Il percorso attraversa atmosfere cyborg (Eight), evocazioni synth/dark anni ’80 (Oblivion, Visiting Statue), giochi pop da emulazione Lady Gaga con vocalizzi di una versione aliena di Mariah Carey (Be A Body, Colour Of Moonlight).
Visions di per sé è un buon album. Non ci troviamo davanti ad un capolavoro, ma è un esempio di apice compositivo che sta per affrontare l’abisso. Credo che questa attitudine modaiola dell’ “I Play Synth” sia quasi satura per approdare verso nuovi orizzonti di composizione. Ciò vale per Grimes come chiunque altro appartenga al genere. Se io fossi un Hipster urlerei al sensazionale ma, pur avendo molte (troppe) compatibilità di interesse con la Generazione Y , appartengo a tempi diversi e spesso i miei ascolti non si lasciano coinvolgere dalle identificazioni generazionali.
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