<CALIFORNIA ROLLOVER – La zampogna

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C’è un detto che recita Astip a zampogn p’ quann’ abbsogn e significa letteralmente “Metti da parte la zampogna per quando servirà”. Nell’uso comune, il proverbio significherebbe “aspetta il momento giusto per la vendetta” ovvero la vendetta è un piatto che va servito freddo.  Noi ignoreremo la vendetta, perchè non ci appartiene specie ora che tutti siam più buoni e le ruote della macchina del vicino chiassoso sono ormai bucate, e ci concentreremo sulla zampogna dal momento che Natale è il momento prescelto, solitamente, per tirarla fuori ed eseguire pastorali festose. Un altro detto sostiene che con Santa Lucia (13 dicembre) gli zampognari vanno via, sappiamo tutti che non è vero e che fin quando Gesù non nasce questi si diverton come matti.

E spesso trovano anche il gradimento di chi li ascolta, dovendo specificare che in verità non tutti sembrano apprezzare gli Zampognari, specie per la loro curiosa abitudine di suonare in giro per le vie della città, al mattino, molto presto. Io per fortuna abitando lontano dalla metropoli posso parlarne con distacco, scevro di sentimenti antichi come la bestemmia della vigilia per essere stato svegliato alle 5 e mezza. E posso parlarne innanzitutto introducendo a chi non la conosce la zampogna. Si tratta di uno strumento a fiato, dal funzionamento piuttosto originale. Chi la suona, soffia in una cannuccia che immette aria in una sacca realizzata in pelle di capra o pecora, facendo vibrare delle ance collegate a cinque canne, due da suonare e tre che eseguono una nota fissa. E’ uno strumento che appartiene alla tradizione della pastorizia e che perciò trova la sua nascita nelle terre tradizionalmente dedite a questa forma di sostentamento, ovvero la Ciociaria e il Molise (in Sardegna saranno attrezzati diversamente). Posti in cui se saluti qualcuno ti rispondono con un “Beee-eeee-eee”, al posto dei tram si viaggia sulle pecore e le mani della gente, mediamente, hanno dimensioni più ragguardevoli e adatte ai ceffoni. Gli zampognari sono soliti vestirsi con gli abiti tipici dei pastori.

La capitale della zampogna, strumento invero piuttosto diffuso nel sud Italia tutto, è Scapoli in Molise che ospita un museo e un festival internazionale dedicato a questo piacevole strumento. Se volete una full immersion nel mondo delle pastorali andate lì, ma con i genitori (ricordate Natale con i tuoi,ecc.). Altrimenti cercatele per strada, tra un regalo last minute e un sorriso che non costa niente e fa bene a tutti. Anche a quei pruriginosi esseri che odiano stare insieme alla gente a condivider la fortuna d’essere vivi. Noi vi lasciamo con uno standard natalizio eseguito con zampogna e ciaramella e vi auguriamo un buon natale, che rechi in voi gli occhi dei bambini che guardano incantati questi pastori improvvisati!

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2 Comments

  • che cafone (e ignorantissimo) a parlar cosi della Ciociaria.Tornasse alla sua settimana enigmistica….mentre lui fa bee-ee-eee, gli altri fanno BUUUUUUUU-UUUUUU….!!!!

    • Valentina ero ironico. Non penso davvero che in Ciociaria si viaggi sulle pecore.