La protesta non è privilegio di nessuno, neanche dell’essere umano; basti pensare a titolo esemplificativo a quei cani che, lasciati all’aperto o da soli controvoglia, abbaino rumorosamente per reclamare i propri diritti.
Ci sono le Femen, quelle che protestano con le zizze da fuori (in bella mostra), i 5stelle, quelli che mandano tutti a fanculo e poi ci sono i moderati che si accontentano semplicemente di proteste più a portata di mano del genere “Non voglio saperne di che facciamo a pasquetta, ferragosto e capodanno” e che richiedono al massimo azioni dimostrative come sbuffare o esimersi dalla partecipazione. Ecco i moderati generalmente tendono ad ampliare gli orizzonti delle loro sdegnate proteste ad altri episodi insignificanti: balli di gruppo, calzini bianchi, il parcheggio fuori dalle strisce e la coda alle poste. Tra queste manifestazioni se ne annida una che viene considerata dai nostri amici moderati, la vera incarnazione del Male: IL TRENINO.
Chi di noi non ha pensato almeno una volta alle malattie e alla morte guardando partire un trenino? Dio ce ne scampi! Tutti nel bunker antiatomico! Ora tutti quanti sanno che il disco principalmente responsabile di questa Iattura, si chiama Disco Samba ed è dei Two Man Sound, si suona a Capodanno o nel momento più basso d’ogni festa per ripopolare le sale, creare un canale d’aria nelle mutande e sentirsi parte di una comunità di ritardati, perchè da che mondo è mondo il treno arriva in ritardo.
Chi diavolo sono i Two Man Sound? Perchè Man e non Men? Dove posso trovarli e riempirli di botte? Questioni che non interessano a un moderato, cui appartiene solo il rifiuto stizzito all’amico che porge il braccio per farlo entrare nel trenino sulle note del meu amigo Charlie Brown. Quindi niente zizze in esposizione #freelittletrain #freetrenino #freeciuffciuff o sputtanamento di scheletri nell’armadio sui Two Man Sound (una volta rubarono le caramelle? un’altra non aiutarono un’anziana ad attraversare la strada?) a porre la faccenda all’attenzione dell’opinione pubblica, come si converrebbe rispetto a un così sentito crimine contro il divertimento e il buon gusto. Beppe Grillo e la sua intelligence avrebbero già scoperto che sono in 3 e vengono dal Belgio, proprio come il mostro di Marcinelle, oppure che il trenino è in realtà metafora di una ben più antica pratica orgiastica e li avrebbe mandati tutti a casa (che poi, come diceva qualcuno, mica si sta male!).
Prima che ciò avvenga, noi vogliamo invece venire incontro al trenino, dargli una mano a scrollarsi di dosso un po’ di sdegno, che sia composto o furioso. Vogliamo restituire un’occasione ai moderati, privarli di una preoccupazione. Che colpa ne ha in fondo, quel povero trenino? Per favore scegliete un giorno dell’anno tra i 365 offerti anche quest’anno dal calendario, possibilmente sia feriale, non un compleanno, una festa a tema, una festa di laurea, una festa comandata. Possibilmente non una festa. Chiamate però tanti amici e scegliete la traccia che più vi piace di un bel disco festoso. Adesso lanciate con forza Disco Samba nello spazio a scoprire nuovi mondi, ordinate il secondo (per un treno a vapore) o terzo bicchiere del vostro cocktail preferito e appoggiate la mano sul primo che incontrerete. Ok, siete in carrozza, non vi rimane che far partire un bel trenino con un capostazione compiacente. Ne rimarrete deliziati. Pronti????
Non vi viene in mente niente? I nostri di capostazione di Roll Over Beethoven sono riusciti a farci partire con questo…Jump in the line, Harry Belafonte. Speriamo che vi piaccia, in caso di proteste rivolgersi Femen, grazie. Buon lunedì a tutti, ciuff ciuff.
CALIFORNIA ROLLOVER è la visionaria rubrica del lunedì, a cura di Jampin Janzo, ispirata a fatti realmente accaduti legati al mondo della musica ma che potrebbe benissimo trattare di dettature degli alieni o acconciature di barboncini.








































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