<MY BACK PAGES – THE DOORS

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"the doors debut album cover"

Album: THE DOORS

Band: THE DOORS

Anno: 1967

La foto che ci guarda

Generalmente quando si osserva una foto si porta via qualcosa dal soggetto dell’immagine. Soffermandoci sui dettagli, scrutando un’espressione si ha l’impressione di carpire qualcosa, di rubare una parte di quello che è raccontato dalla macchina fotografica. C’è una foto invece che sembra guardare noi, impermeabile al passaggio del tempo sfugge alle impressioni di chi la osserva. Pensando ai Doors la prima cosa che mi viene in mente è la foto fatta da Joel Brodsky a Jim Morrison nel 1967. Lo scatto ritrae un giovanissimo Morrison a torso nudo, una collanina al collo, le braccia aperte a croce ed un espressione indimenticabile. Quella foto continua a guardarci.

L’immagine di un’imperscrutabile Jim Morrison è stata scattata lo stesso anno dell’uscita dell’album di debutto dei Doors dal titolo omonimo. Tra l’immagine del front man ed il sound di quel primo album straordinario si crea un legame profondo e simbiotico che permette una comprensione più profonda di quello che  è stato il linguaggio nuovo espresso dai Doors. Con il loro disco d’esordio la band californiana realizzava un progetto espressivo capace di unire alle visioni spirituali delle liriche di Morrison un sound completamente sconosciuto capace di coniugare esperienze e sensibilità musicali quali il blues, il jazz e radici ritmiche pescate dal flamenco.

jim_morrison_young_lion

La carica esplosiva dei Doors è chiara subito dalle prime note. Break on Through (To the other side) esprime perfettamente l’inquietudine della band rispetto ad ambienti musicali e sociali troppo stretti e la necessità di rompere gli schemi rigidi alla ricerca di una completa libertà espressiva. The Doors è un album che gronda di sensualità, un lavoro espresso con un linguaggio che seppur sfacciato non alimenta una trasgressione fine a se stessa. The Doors è un lavoro che esprime in musica la tendenza della band a ricercare forme estreme di libertà personali e musicali.

E per ricercare la libertà Morrison e soci sono pronti anche a viaggiare, ma non necessariamente in senso fisico, come suggerisce la notturna The Crystal Ship. La variante di suoni espressi, il chiaro bisogno di vita nelle sue forme più estreme è il lascito di un pezzo come Alabama Song, dove prende forma l’immagine del vagabondo straniero alle prese con la diffidenza di un America di strette vedute.

Quello generato dall’album d’esordio è una vera forma di culto che trova in Morrison il profeta perfetto e nella figura di Ray Manzarek il maestro di cerimonie che regge l’intera liturgia. Light My Fire è il brano che rappresenta l’unione più riuscita tra il testo evocativo di Morrison ed il sound avvolgente, sudato completamente costruito intorno alla tastiera bollente di Manzarek.

ray manzarek

A distanza di anni il segno di quella ribellione totale manifestata nella musica dei Doors può essere interpretato leggendo tra le pieghe dell’espressione di Morrison catturata in quella famosa foto. Lo sguardo del front man dei Doors, rimasto giovane e bello in eterno, non tradisce nessuna volontà provocatoria e nessun cenno di sfida, ma solo l’invito che lascia a provare ad essere liberi, veramente e totalmente. Guardandoci sembra continuare ancora a ripetere “ebbene, cosa aspetti?”

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