C’è un italiano, un francese e un tedesco. E poi c’è uno show che ha fatto cantare e ballare milioni di neri; e oggi fa ballare milioni di arcobaleni. Si perchè alcuni dei ragazzi passati dal fortunato palco di quello spettacolo televisivo, ora rappresentano la storia e la vita della musica che ci piace ascoltare. E adesso, adesso, adesso ve lo dimostrerò.
Il merito del format fu quello di portarli alla ribalta insieme a quella che sembrava una sottocultura: la musica, la danza e la moda dei neri. Lo show si chiamava Soul Train e vide le sue origini nel 1971, grazie a un tale con una parruccona naturale di folti capelli ricci e un vocione cavernoso, come quello di quando venite svegliati dall’oltretomba del lunedì. In realtà ad avercela quella voce, sapete quante conquiste? Ma questo è un altro paio di corde vocali.
Lui si chiamava Donald Cortez ma solo all’anagrafe perchè tutti lo conoscono (in America) con lo pseudonimo di Don Cornelius; produttore, creatore e presentatore di questo piccolo capolavoro sui piccoli schermi, si spense il primo febbraio di esattamente un anno fa e noi amanti della Black Music gli rendiamo omaggio, molto più che volentieri.
Conoscete tanti posti dove hanno suonato, cantato e fatto bagordi i seguenti elementi con relativi esempi (oltre a moltissimi altri maestri)?
Aretha Franklin – Rock Steady,
Marvin Gaye – Let’s get it on,
Chuck Berry – Johnny B. Goode,
Michael Jackson e i Jackson 5 – Dancing Machine,
James Brown – Get on the good foot (e altre)
Ah se la mirabilia fosse solo questa! Nossignori perchè Soul Train, spettacolo declinato con i tempi e i modi della radio ma trasmesso in Televisione, fece in modo che la cultura Black fosse diffusa in tutta la nazione, rendendo merito alla profondità di quella musica, alle sinuosità dei movimenti e all’abilità di quei ragazzi che si sfidavano in prodigiosi balletti, muovendosi attraverso un tradizionale schieramento fatto di due linee di persone; al loro stile ricercatissimo fatto di abuso di colori e tanti fiori. Don Cornelius fece sentire i neri orgogliosi di questo insieme e tutti gli altri invidiosi. Don Cornelius fece conoscere il Soul e quei ragazzi neri alla nazione.
Soul train fu anche il modo attraverso il quale alcuni cantanti bianchi si fecero conoscere ai loro fratelli afroamericani: anche Elton Jonh e David Bowie si esibirono in questo show, in cerca di commerciale consenso senza alcun distinguo. Per molti anni quello fu il Place to be.
Lo spirito e l’ispirazione del programma ne hanno fatto un’ eccezionale veicolo culturale e lo hanno reso un’invisibile forza unificatrice. Molto più di quel che sembri, dobbiamo ancora a Soul Train e al suo ideatore. Chissà se un giorno saremo capaci di raccoglierne a pieno l’eredità, per adesso aspettiamo alla stazione, il prossimo treno. Destinazione? “Love, peace and soul.”
Il video del buon lunedì:
CALIFORNIA ROLLOVER è la visionaria rubrica del lunedì, a cura di Jampin Janzo, ispirata a fatti realmente accaduti legati al mondo della musica ma che potrebbe benissimo trattare di dettature degli alieni o acconciature di barboncini.








































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