Sono mai venute a trovarvi le coliche? Dolori e spasmi sorprendentemente acuti che d’improvviso si trasformano in sensazione di sollievo, spontaneamente? Spero di no anche se si tratta di fenomeno frequente tra gli uomini, ed anche nel mondo animale, con il triste primato dei cavalli per i quali le coliche rappresentano una diffusa causa di mortalità. Avete mai ucciso un cavallo? Spero di no. Avete pensato di uccidere un cavallo e se si perchè? Avete avuto coliche a cavallo? Scendiamo da questo cavallo e proseguiamo.
Se la colica è sporadica o occasionale, non si ha la possibilità di godere a pieno della sua complessità e del miracolo che costituisce il passaggio dalla contrazione all’assopimento; la colica deve essere sempre accompagnata da amiche altrimenti papà, da sola, non la fa uscire. La colica è un animale sociale come il cavallo: si raggruppa con 3 o 4 elementi. Come il cavallo può avere la coda ma non nitrire. La colica buona è silenziosa, quand’è rumorosa sono guai. E comunque il rumore non è come il nitrito. E’ più tipo prrrrrrrrrr. Autentico.
Se non si può darle sfogo spesso si suda freddo; da seduto provi a impedire lo spasmo perchè temi che possa essere scaturire nella diarrea, se sei in piedi provi ad accelerare per arrivare al sicuro e sudi freddo. In ogni caso c’è una discreta possibilità di cagarsi addosso, confortata dai numeri almeno quanto nell’immaginario collettivo le dimensioni del pene del cavallo.
Sorprendenti, autentiche e spurganti.
Oggi facciamo gli auguri di buon compleanno a Renato Zero.
Artista eclettico e con la capacità di trasformarsi con declinazioni sempre eccentriche e originali, oggi vogliamo festeggiarlo con tre brani meno conosciuti ai non fans e soprattutto accompagnati da tre video che sappiano riprendere il fil rouge del nostro discorso.
Sorprendente: Un Uomo da bruciare (1976), modesto successo ma video impareggiabile che finisce nel modo più inaspettato, non vi diciamo come per non guastare l’appetito. La storia è quella di un uomo che trova rifugia in una vita tranquilla a cui il nostro sorcino pronostica una vita infame per ragioni probabilmente personali. Il video ovviamente non riflette nulla di tutto ciò.
Autentico: Pelle (1984), tratto da un album rabbioso e riflessivo per la chiusura del tendone ambulante Zerolandia, il brano si presenta come un inno all’orgoglio della propria autenticità e della propria esperienza di vita. Precursore forse rispetto di una certa attenzione ai temi etici legati alla chirurgia estetica. Vi proponiamo la magistrale introduzione all’esibizione di Gianni Minà che da sola vale il prezzo della visione: zero.
Spurgante: No Mamma no! (1973), primo LP col botto, registrato come un finto live. Il grido disperato di Renato alla mamma a cui da la colpa di esser cresciuto diversamente dalle aspettative che lo attendevano in famiglia. Principale colpevole il latte materno, sterile. Il video è parimenti disgustoso.
La carrellata finisce qui, il cavallo è stanco ed è ora di scendere. Ancora tanti auguri. Se tutto è andato secondo programma adesso dovrebbe essere tutto più chiaro, il cerchio chiuso, la tazza pure.
Buon lunedì.





































