<CALIFORNIA ROLLOVER- Gettare il cuore oltre l’ostacolo

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C’è una metafora molto utilizzata nel mondo dello sport: gettare il cuore oltre l’ostacolo. Si sarebbe potuto dire inflazionata, anzichè utilizzata, ma la mia coscienza da giovane economista con la tensione della giovane marmotta sussurra che la benzina costa 2 euro e le verdure più di uno Swatch e  sembra voler indicare una strada vecchia; la strada già percorsa dei verbi più semplici: dire, fare, baciare e utilizzare. Quella metafora trova un significato molto più ampio del suo utilizzo, quando in gioco non c’è un tabù da sfatare o un record da superare, quando oltre l’ostacolo c’è la vita.

Il mondo è pieno di ottime penne, il nostro paese pure: io per esempio adoro quelle con panna e salsiccia. Ci sono storie che meritano d’esser raccontate ed altre che si raccontano da sole, senza l’aiuto di giovani penne, o economisti spennacchiati. Storie da raccontare attorno a un fuoco,  storie da tramandare tra giovani marmotte, le gesta di qualcuno che davvero ha gettato il cuore oltre l’ostacolo. Zanardi.

 Provate a cadere da un grattacielo di 100 piani. E dopo rialzatevi e scalatelo a mani nude, con l’intento di lanciarvi di nuovo.  Questa è la storia di Zanardi che perde una vita, perchè ha ricevuto persino l’estrema unzione dopo il suo tragico incidente a 320 km/h in cui ha perso le gambe, poi si rialza scherzando e ti scimmiotta con un “mi tremano le gambe”. E non solo ritorna a correre nel modo in cui si era procurato un viaggio di sola andata al Creatore, ma se ne inventa mille di più per ringraziare la vita perchè “dalla vita ho avuto tanto e continuo ad aggiungere”. L’ultima del supereroe è una medaglia d’oro alle paraolimpiadi di Londra, il 5 settembre in cui nella specialità Handbike, si dimostra ancora una volta invincibile. E dopo due giorni,  non appagato, un altro oro nella prova su strada. Immortale.

Difficile immaginare una colonna sonora per una storia del genere; viene in aiuto una piccola coincidenza, il 5 settembre di 66 anni prima nasceva Freddy Mercury, autore con i Queen della colonna sonora del film Highlander, film del 1986 diretto da Russell Mulcahy con Christopher Lambert (bello eh?) e cultmovie degli anni 80.

 

Oltre alla conosciutissima Who wants to live forever, che sola basterebbe al nostro fine, la soundtrack contiene un’altra canzone, un po’ meno nota e forse meno riuscita, il cui testo esprime però meglio la necessità di combattere per esser liberi, interpretando perfettamente lo spirito di Alex Zanardi; si chiama Princes of the Universe, nel nostro piccolo vogliamo dedicargliela per celebrare la sua grandezza, che riempie eroicamente ogni minuto della sua vita. Il buon esempio di cuore oltre l’ostacolo.

Buon lunedì, avete un sacco di motivi per non lamentarvi.

 

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