<CALIFORNIA ROLLOVER – Io voglio ricordare Pupo (astenersi necrologi)

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E’ martedì, siano messi al bando i ne danno il triste annuncio e le resurrezioniGli esperti del settore, figli del figlio di qualche coniglio per come si riproducono, han già tirato fuori dal cassetto (spesso di qualcun altro) con le mani sporche, frasi, citazioni, musica e video di morti dimenticati quand’erano ancora vivi. Li ringraziamo tutti per averci ricordato quello che avevano e avevamo deciso di ignorare e per aver tralasciato quel che abbiamo deciso di ricordare, quasi a voler togliere senso alla realtà (vengo anch’io, no tu no). Che buffo esercizio di cattiveria, quest’amicizia a posteriori. Ce lo avevano detto qualche tempo fa anche gli Elio e le storie tese con questo commosso ricordo. Deve saperne qualcosa Whitney Houston, da lassù, che ormai non se la caga più nessuno.

Per non incorrere in questa trappola allora, meglio tributare una giusta riconoscenza ai vivi. Ecco perchè, io voglio ricordare Pupo, di cui fingerò di sapere ogni cosa.

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Enzo Ghinazzi meglio noto come Pupo, nasce a Ponticino, ridente frazione di Laterina, Pergine Valdarno e Civitella, nella provincia di Arezzo, teatro un tempo della vita degli etruschi; da loro, il nostro commemorato preventivamente, deve aver ereditato l’ amore per il lusso e per i banchetti, le danze e la musica. Amore che ha riversato in toto nella sua carriera e ancor prima nella vita:  famoso per le sue bellissime canzoni, le sue conduzioni televisive ad alta tensione, la sua passione per il giuoco d’azzardo, i suoi libri enigmatici e per le belle donne che non han saputo mai resistergli.

Musicalmente molti di voi lo conosceranno per i cult Gelato al cioccolato,  Su di noi con il suo indimenticabile video sulla spiaggia e Firenze Santa Maria Novella. Ma la verità è che i suoi capolavori sono Canzone Amica, scritta per Fabio Etter e vincitrice del trentesimo Zecchino d’Oro nel 1987 con l’indimenticabile ritornello Quante volte per gioco ho cantato una canzone amica, Quante volte ho sperato in un mondo di pace e verità e La mia preghiera del 1992, brano portato a San Remo facendone la storia. Come dimenticare le parole e la tua luce sara’ la salvezza la nuova luce sara’ nella tua luce sara’ la speranza, mistiche e al tempo stesso foriere di un nuovo luccicante destino nell’ amore. Impresse nella mente di tutti noi, non dico come il 5 Maggio, ma quasi. Usignolo, poeta e provetto sacerdote, profeta in patria e fuori. In Russia è un mito e Rolling Stone nel 2006 gli ha dedicato un servizio di 10 pagine. Da-svi-da-niya.

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Ma fosse solo questo Pupo! Già come inviato televisivo a La fattoria, ha fatto capire a tutti di che pasta è fatto grazie alla sua simpatia dirompente, alla sua mai ostentata umiltà e all’esercizio perpetuo dello spirito critico; caratteristiche che gli valgono la conduzione del bellissimo quiz Il Malloppo prima e la conduzione di Affari tuoi, Reazione a Catena, i Raccomandati con un altissimo gradimento del pubblico che vede in lui la capacità di parlare al cuore e di toccare il lavandino del bagno in punta di piedi. Le sue qualità sono riconosciute e si adattano perfettamente a quel che la gente si aspetta da un quiz: poter cambiare canale.

Ma Pupo è anche scrittore di autobiografie come Un enigma chiamato Pupo e Banco solo! Diario di un giocatore chiamato Pupo, libri mai autoreferenziali e da leggere tutti d’un fiato in compagnia di una Birra o una Cocacola, che ci raccontano la sua passione sfrenata per la vita e le belle donne (una tale, Jessica, sostiene che Enzo gli debba ancora 50€) . Struggenti in particolare pagina 24 e 49 del primo e 567 del secondo fino al terzo capoverso. Apprezzabili anche le figure e la filigrana. Ideale per il booksharing.

Pupo con la sua vitalità spumeggiante e il suo carico di energia è l’ideale per iniziare questa settimana corta nel migliore dei modi, senza commossi ricordi ma con piena consapevolezza di quel che il presente ha in serbo per noi:  qualcos’altro.

Buona settimana

CALIFORNIA ROLLOVER è la visionaria rubrica del lunedì, a cura di Jampin Janzo, ispirata a fatti realmente accaduti legati al mondo della musica ma che potrebbe benissimo trattare di dettature degli alieni o acconciature di barboncini.

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