Non tutti i cani si mordono la coda. C’è un cane che non si morde la coda, che gira da solo nel mio parcheggio, da un mesetto. Almeno io non l’ho mai visto mordersi la coda nel mio parcheggio, in questo mesetto. Ma io non sono sempre nel mio parcheggio.
Che poi non è esattamente il mio parcheggio, è il parcheggio di tutti. Anche il tuo, se vorrai. Anche del cane, anche se non ha nulla da parcheggiare che non sia il suo sozzo sedere. E’ un parcheggio libero. Non che sia esattamente un parcheggio; è un campo incolto, quindi libero per definizione. Il cane gira da solo per questo libero campo incolto. Non so se si possa dire libero. Perchè quel campo, o almeno un bel pezzo di quel campo, appartiene a una signora che vuole farci dei lavori, una palazzina. Invece il cane è libero e gira da solo, armato di un sozzo sedere, per il pezzo di campo incolto che appartiene a una signora che vuole farci una palazzina, e anche per il nostro parcheggio.
Si perchè il pezzo di campo e il parcheggio sono separati da un pezzo di rete e il parcheggio è fatto di ghiaia, che ha messo la signora quando ha asfaltato la strada. La signora ha asfaltato la strada che porta a casa nostra e che divide casa nostra dal pezzo di ghiaia. Non l’ha asfaltata di persona nè ha messo la ghiaia, ha commissionato i lavori a terzi persone, estranei da noi, estranei dal cane. Loro hanno fatto quanto richiesto e così adesso abbiamo una strada asfaltata, un parcheggio di ghiaia e un campo incolto. E un cane, che gira libero e scappa per il campo, per il parcheggio, per strada senza mordersi la coda. Mi chiedo cosa pensi questo cane, solo come un cane, che non si morde neppure la coda. Giurerei che non si morda la coda. Invece posso dire per certo che gira libero, avanti, indietro, destra e sinistra.
Quando lo incontro in modo ravvicinato quel cane mi fa paura. E un secondo dopo mi fa tenerezza, perchè scappa. Ognuno di noi ha un’idea diversa su quel cane, la sua libertà è l’unico elemento di incertezza e di diversità d’opinione. Siamo tutti concordi sul parcheggio, sulla ghiaia, sul pezzo di campo della signora, sulla strada asfaltata, ma non sul cane. Qualcuno lo osserva e basta, qualcun altro lo osserva e vorrebbe dargli da mangiare, qualcuno gli da del cibo, qualcuno non lo guarda, qualcuno storce il naso, qualcuno vorrebbe chiamare l’accalappiacani e forse lo farà, qualcun altro vorrebbe picchiarlo con un bastone e forse lo ha già fatto. Ad alcuni, quel cane solo come un cane, libero come la natura, che fugge pauroso dall’uomo che fa paura, da fastidio. Ed è questo il motivo per cui quel cane non si morde la coda, perchè ha paura dell’uomo che fa paura, del bastone e delle pietre. La coda è l’ultimo dei suoi pensieri.
Cosa significa questa storia? Che non tutti i cani si mordono la coda. A lui e avoi dedichiamo questo bel canto di libertà di Ben Harper, Better way. Buon lunedì.







































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