La strada per il successo, alcune volte, è lunga e non è detto che sia divertente. Alla fine magari puzzi di solitudine, perchè i soldi non ti ringraziano mai per ciò che hai fatto per loro.
«Eccomi qua, nella mia comoda dimora, aspettando che passi il Natale! Bah! Che stupida festa, in cui tutti si vogliono bene! Ma per me è diverso! Tutti mi odiano e io odio tutti! E tutti a comprare regali… Pare che si divertano! Non mi sono mai divertito, io! » (Zio Paperone).
Sapete che fatica ha dovuto fare Zio Paperone per diventare ricco? A cominciare dalla sua Numero Uno, dieci inutili centesimi americani guadagnati lustrando le scarpe a Burt lo Scavafosse, in Scozia che te ne fai di un decino americano! Quei dieci centesimi che lo forgiarono a uomo senza pietà e che odia il prossimo, che nessuno più avrebbe potuto imbrogliare. Eppure ne avrebbe dovuti fare di viaggi squattrinati, attraversando vicende miserabili, prima di essere il più ricco. Cowboy, minatore, fuochista in Sud Africa, Australia e finalmente in Canada nel territorio dello Yukon, nella regione del Klondike, per la corsa all’oro. Grazie a milioni di sacrifici, a umiliazioni ed espedienti tra i più disperati, e infine alla relazione amore-odio con la focosa Doretta Doremì (ah ecco il riferimento musicale), Zio Paperone è riuscito a farcela, diventando ricco. Si può fare sta vita?

Non aspiriamo a tanto. Ci accontentiamo di un po’ di fama da divano, per farsi riconoscere almeno dalle piantine a cui diamo l’acqua. Guardare sorridere una foglia dopo un sorso d’acqua, questa è la vita che amiamo. Non aspiriamo ad arrivare al Klondike. Ci piace fermarci prima, magari a Juneau, la capitale dell’Alaska; meno di 50000 abitanti e temperature medie sotto i 5 gradi, già per noi sarebbe una fatica sovraumana. Facciamo quelli che cercano in Alaska, magari, se non c’è l’oro, troviamo almeno un Bar aperto. Cosa si fa da queste parti per divertirsi un po’? Crediamo si vada al bar.
Sempre che non abbiamo voglia di andare a vedere foche e grizzly al Glacier Bay National Park. Gli animali son belli da vedere, ma se fa freddo? Andiamo in un bar a mangiare un panino con le aringhe o una torta di mirtilli, magari troviamo un bel film muto degli anni 20, Nosferatu musicato dal vivo con i fiocchi, pochi che già fa freddo! Al the Rookey Cafe c’è questo bel signor nessuno con la barba, di professione musicatore di film muti, con sua moglie Ellen che suona le tastiere , e c’è questo pezzo incantevole nella sua semplicità che fa da sottofondo. Si chiama George Kuhar e il pezzo Why oh Why in Alaska lo ascoltano tutto il giorno. Non basta per stare bene, caro vecchio Zio Paperone?
Secondo noi, si. Qui potete ascoltarla e accontentarvi con noi, Why_Oh_Why! E se siete in Alaska dovete mettervi la sciarpa. Diversamente armatevi di pazienza e partite, con buona volontà, alla conquista del mondo: il Natale ha ancora bisogno di un po’ di gente che se ne lamenti.
Buon lunedì.







































Comments are closed