Un popolare film degli anni 50 diretto da Henry King, che vinse tre oscar tra cui quello per la migliore colonna sonora e la migliore canzone (il terzo non ve lo dico , pappappèro), recita nel suo titolo L’amore è una cosa meravigliosa.
In verità il film, così come la canzone portata al miglior successo dai Four Aces seppure interpretata anche da Sinatra e il nostro preferito Nat Cole, si chiama in inglese Love Is a Many-Splendored Thing, l’amore è una cosa straluccicante e supersplendente; noi italiani che di solito ci distinguiamo per la libera traduzione dei titoli, su cui non mi soffermerò ancora per il bene che vi voglio, abbiamo forse deciso di restituire un significato più autentico alla versione italiana della pluripremiata canzone, per vendicare la traduzione del film? Ovviamente no, che sgarbo sarebbe stato al cinema?
Avremmo potuto chiamarla Questo amore splendido così come ce la ricordiamo tutti grazie al ritornello, che possiamo rivedere e risentire qui interpretato da Massimo Ranieri, allor più giovane di quanto è giovane adesso. Leggenda vuole che durante i suoi concerti, alle volte, canti prodigandosi nel contempo negli addominali. Giovane. Non ce ne vorranno gli antenati di Claudio Villa e Nicola Arigliano se abbiamo scelto la versione di Ranieri, è solo per rendere memoria ai vivi. Ai vivi più giovani.

Già ma cosa ne è stato nel frattempo dell’Amore? Di questa meraviglia e di questo splendore? La musica leggera non l’ ha dimenticato, ma passata la fase delle farfalle, delle stelle cadenti e delle maestose orchestre, semplicemente, l’ha ridimensionato. Forse a causa della speculazione finanziaria e della crisi all’amore è restato davvero poco di brilluccicoso, ma è rimasto quanto basta. Ce lo dice uno dei cantori di casa nostra, il buon Tiziano Ferro, con il suo ultimo singolo: l’amore è una cosa semplice. Ah finalmente, qualcosa senza equivoci, chiaro, lampante, decifrabile.
Basta con questi rebus notturni, non si dorme, mi ami ma quanto mi ami? Boh, dimmelo tu Tizià.

Chiunque l’avrebbe pensato soffermandosi sul titolo, ma quel che sembrava semplice forse non lo è abbastanza per me.
…Questo sono io – E sono io nell’attimo in cui ho deciso -Che so farti ridere ma mai per caso – Sono io se ritorno e se poi vado – Questa è la mia gente – Sono le mie strade e le mie facce – I ponti che portano a quando ero bambino -Bruciando ricordi – Ed essendo sincero -Rimango presente – Ma non sono come ero….E quella voglia di dirti ridendo -Ti verrò a prendere con le mie mani – Sarò quello che non ti aspettavi – Sarò quel vento che ti porti dentro -E quel destino che nessuno ha mai scelto
Questo sono io, ma non sono com’ero? Questa roba non solo mi sembra tutt’altro che semplice, mi fa sprofondare in una confusione tremenda, in un’inquietudine senza eguali penso a Rose rosse per te, quella si che era un amore semplice, fatti mandare dalla mamma a prendere il latte….così si che ci intendiamo. Non il vento che ti porti dentro; che poi chi ha piacere di portarselo dentro, anche le donne fanno le scorreggine.
Sono quasi sull’orlo del baratro quando arriva il ritornello a svelare finalmente perchè l’amore è una cosa semplice:
E poi l’amore è una cosa semplice e adesso..adesso adesso te lo dimostrerò






































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