<CRASH OF RHINOS – KNOTS

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"CRASH OF RHINOS"

CRASH OF RHINOS

Knots

(To Lose La Track /Big Scary Monsters)

Rollover: Rocker

Voto: 8

Negli anni ’90 è stata scritta una lunga nuova pagina del rock.  In quegli anni, quando la parola Indie ricordava solo località esotiche e la parola Underground era già obsoleta, si faceva strada una scena Alternative, un movimento di band che combinava post rock, hard & heavy, hardcore, crossover, contaminazioni di ritmi, tali da lasciare una forte impronta nel decennio tanto caro al Grunge e al Britpop, fino ad essere modelli di ispirazione per una attuale rinascita di quel genere.

Crash Of Rhinos partecipano con onore a questa nuova scena imponendosi con il loro hard sound, rinnovando l’impatto sonoro dell’epoca core targata USA, senza mai cadere nel revival. Knots è la loro seconda produzione dopo il successo inaspettato del precedente Distal, con il quale hanno spiazzato di brutto il rock duro di questi anni, ormai patinato e irrisorio.

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Mentre con Distal si legavano in maniera diretta ai ’90 suonando come riecheggio di band quali Jane’s Addiction, con Knots si stabilizzano nella contemporanea compagine post-core assieme a band del calibro di …And You Will Know Us By The Trail Of Dead (mai band ha avuto nome più bello!!!).

Quest’album è un vero cazzotto nello stomaco, una collisione violenta che toglie il respiro scorrendo la scaletta traccia dopo traccia. Miscuglio Emotional Hardcore e Nu Metal sin dall’inizio con Lucky Has a Name per raggiungerne l’apice nei tamburi battenti di Opener con un cantato grezzo urlante dalle assonanze sofferenti. L’ intermezzo acustico di Everything Is fa da quiete prima che la tempesta si scateni con la velocita sgraziata di Interiors,  il cui finale agonizzante lascia aperto l’arpeggio delle chitarra della successiva Sum Of All Parts, melanconica ballad che si incrina in un crescendo sempre più heavy. Ancora un supplizio di pace nella strumentale The Reason I Took So Long che si prolunga nella progressione sospesa di Impasses. Strutture ritmiche alterate e alternate nel math rock di Mannehim rispecchiando le conformazioni compositive di Distal. La chitarra in arpeggio ritmico spezzato fa da tappeto in Standards & Practice che nella seconda parte si trasforma in un strascico rumoroso in cadenza lenta per poi adagiarsi sulle note emozionali di Learn Out, che fa da collante per l’uniformità dell’ultimo capitolo Speeds Of Ocean Greyhounds.

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Dopo il suo ascolto si intuisce la scelta titolo Knots (nodi) per i legami che sono stati costruiti tra un brano e l’altro nonchè all’interno di ognuno di essi, attitudine di spezzare i ritmi per poi ristrutturarli e ricomporli. Senza tralasciare il legame emotivo che lascia traspirare il modo di cantare così straziante: un urlo doloroso che rincorre le proprie sofferenze.

E’ il caso di dimenticare la parolina Emo. E’ il caso di dimenticare e lasciar perdere gruppi insulsi come i 30 Seconds To Mars e compagnia bella. I Crash Of Rhinos non hanno paura di imporsi, vogliono farsi ascoltare, vogliono far sentire il loro scompenso emotivo e il loro muro sonoro lascia intuire che il futuro gli appartiene.

 

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