Canzoncine, poca cosa, si ascoltano volentieri ma alla fine stancano.
Forse è vero, sono semplici canzoncine ma non stancano. Chi già le conosce finisce con il canticchiarle e chi per dati anagrafici non le conosce finisce per riascortarle. Hanno segnato un periodo tutto sommato felice che ne seguiva uno particolarmente tragico contraddistinto da una guerra mondiale. Semplici, talvolta ingenue ma tanto carine. È vero, oggi sembrano più adatte per partecipare ad un concorso canoro per bimbi quale lo Zecchino d’oro, che essere ascoltate da un pubblico adulto. Ma che il pubblico di quegli anni fosse incline all’ infantilismo tenderei ad escluderlo, come escluderei che oggi un pubblico adulto le rifiuterebbe; anzi credo che non le rifiuterebbe affatto: provare per credere. Vi darò una mano per fare questo tentativo e vi assicuro che sarà in ogni caso divertente, in modo particolare per chi non le conosce o le ha dimenticate. Non so in che periodo dell’anno venissero immesse nel mercato discografico, ma se dovessi scegliere direi sicuramente nel periodo estivo. Molte sono divertenti, prive di malizia, altre erano e rimangono simpaticamente insulse; un particolare che non ci impedirà di dare inizio alla prova.
Se siete pronti direi di iniziare con un Gianni Morandi d’annata con il suo “Fatti mandare dalla mamma“, un motivo allegro che fa sorridere divertiti. Ed il sorriso si spanderà ancor di più, ascoltando “Abbronzatissima” di Edoardo Vianello che riporta alla memoria le prime radioline portatili munite di antenna, attenzione però a ripararle dalla sabbia sugli asciugamani stesi sulla calda spiaggia del mare! Anni in cui i costumi erano già meno ascellari e i bikini iniziavano a ridursi e si agitavano al suono di “24000 baci” cantata dall’ Adriano Celentano di allora, mentre Piero Focaccia con “Stessa spiaggia stesso mare” ci racconta dei tempi in cui le famiglie italiane frequentavano per decenni le stesse località turistiche nel tentativo di riappropriarsi anno dopo anno, se possibile, anche dello stesso ombrellone.
Rimanendo in riva al mare ascoltiamo “Luglio” di Riccardo del Turco che potrebbe fare il paio con “Cosa hai messo nel caffè” sempre di Del Turco, testi sorprendentemente semplici che farebbero la fortuna di uno sceneggiatore telenovele sud americane. Musica di impegno sociale in “I Watussi” in cui ancora Edoardo Vianello magnifica le virtù e le capacità fisiche di questa sorprendente popolazione africana. Non vi piace il mare? E allora abbandoniamolo un attimo e saliamo in montagna, anzi “Sul cucuzzolo “, Vianello ha sempre una soluzione. “Bada bambina” di Little Tony ci ricorda in modo allegro che tic tac il tempo va. E se il tempo scorre troppo veloce non dobbiamo dimenticarci delle ragazze. Tony Renis con “Uno per Tutte” rivendica la forza irresistibile del latin lover Italiano mentre, al contrario, Remo Germani mendica le attenzioni di una antipatica ragazza in “Baci“. Celentano con “Grazie, prego, scusi” ci spiega come conquistare l’ennesima ragazza in una discoteca o per meglio dire in una balera. Vi lascio ricordando che nello stesso periodo Gino Paoli cantava la canzone cult “Sapore di sale” mentre Sergio Endrigo sospirava “Io che amo sole te“, incredibile ma vero.
Daddy Soul non è una semplice rubrica, ma lo sguardo attento (e la voce talvolta polemica) di Franco Pollini, The Daddy che da 50 anni si ciba sempre e solo di “certa” musica per palati fini.







































