“La Musica di una volta era migliore e tutto quello che ascolti oggi non ha nulla di nuovo”
Reticente alla novità ma grande esperto di quello che fu, Daddy Soul non è una semplice rubrica…ma lo sguardo attento (e la voce talvolta polemica) di chi da 50 anni si ciba sempre e solo di “certa” musica come la definisce lui. Un nuovo spazio su rolloverbeethoven.it senza cadenze o scadenze , che sa di sfogo e profuma di nostalgia.
Ecco a voi…
DADDY SOUL – Perché una volta la musica arrivata in ritardo
Per un ragazzo che vive la globalizzazione come un fatto normale, é difficile se non impossibile comprendere che è esistito un periodo relativamente recente in cui non si poteva nemmeno immaginare che la circolazione delle idee, delle notizie avrebbero raggiunto la velocità di diffusione attuale.
Oggi il mondo intero è collegato in tempo reale, una novità rimane tale per un tempo minimo, infinitesimale qualunque essa sia. Ciò accade in tutti i campi compreso il mondo dell’arte di cui la musica fa parte. Risulta inverosimile credere che in tempi non così lontani la musica leggera più ascoltata era prodotta entrò i confini nazionali, era una produzione “indigena” a cui si aggiungevano i grandi successi internazionali.
Successivamente lo sviluppo economico permise all industria discografica di ampliare il suo mercato e così attorno agli anni settanta arrivarono molti nuovi protagonisti stranieri ad allietare la nostra esistenza, così alla produzione indigena si aggiunsero un buon numero di vinili in forma di 45 e 33 giri non necessariamente di successo. Il tutto era gestito da rigidi paradigmi commerciali che comunque impedirono ad una grandissima quantità di brani musicali di raggiungere il nostro Paese.
In Italia abbiamo potuto conoscere, solo parzialmente, successi che hanno allietato i giovani oltre oceano dalla fine degli anni sessanta fino ad arrivare alla metà degli anni ottanta. Capita così che un’etichetta come Philadelphia International Records in Italia sia praticamente sconosciuta mentre negli Stati Uniti vende milioni di LP, facendo cantare e suonare una musica che entra e penetra nel gusto americano. È un sapore armonico che noi conosciamo solo molto parzialmente grazie all’arrivo degli allora mitici “LP di importazione”. È musica di classe che si avvale di artisti di indiscusso valore, dotati di qualità assoluta. Il tutto è gestito con abilissima maestria artistica e commerciale da due telentuosi quali Kenneth Gamble & Leon Huff. La musica prodotta esprime ed ispira voglia di divertirsi, di amare, di ballare, di giocare, di stare assieme in una parola di vivere. È musica raffinata che risente positivamente della città in cui nasce e si sviluppa: Filadelfia . È musica che va ascoltata almeno una volta nella vita per cui il mio invito è di non perdere tempo ulteriore ed approfittare dei potenti mezzi messi a nostra disposizione per godere di alcune di queste delizie. Pronti dunque a stupirvi?
- Primo pezzo é T.S.O.P.( the sound of Philadelphia) suonato dall’orchestra M.F.S.B. e rappresenta la sigla dell” intera produzione .
- Il secondo brano é Love Train eseguito da un fenomenale gruppo musicale The O ‘Jays e fa diretta concorrenza al precedente in quanto è uno dei più conosciuti.
- Il terzo motivo, cantato da Mr. Lou Rawls, definito il Sinatra nero, è If I Coulda ,Woulda, Shoulda, una voce calda e suadente che ringrazierete di aver finalmente conosciuto.
- Il quarto pezzo é di Billy Paul classica voce di colore che vi delizierá con Only The Strong Survive carica di ritmo e allegria in cui i cambi di ritmo sono frequentissimi.
- Il quinto motivo I Miss You é magistralmente eseguito da un’altra voce emblematica del Philly sound ed appartiene ad Harold Melvin che con il suo gruppo The Blue Notes vi fará sognare.
- Il sesto brano vede entrare in scena un altro big del Sound di Philadelphia: Teddy Pendergrass che canta un miracolo di dolcezza e armonia, Close The Door.
- Il settimo capolavoro eseguito dal duo McFadden & Whithead non puó lasciarvi indifferenti e sono convinto che Ain’t no stoppin’ Us Now vi colpirà .
- L’ottavo titolo, Love Epidemic, ci obbliga ad amare Il gruppo The Trammps incredibilmente energici .
- Il nono brano ci permette di godere delle suadenti ed allegre voci del trio the Three Degrees che con When Will See You Again accontenterà le vostre inclinazioni romantiche.
- Il decimo ed ultimo brano é un autentico capolavoro che raccoglie per la sua realizzazione tutti gli artisti della Philadelphia International Records che intonano Let’ s Clean Up the Ghetto otto minuti di autentico delirio musicale.
Abbiamo dunque concluso questa rapida carrellata musicale che vede assenti artisti de il calibro di Archie Bell and The Drells o di Pattilabelle o di The Intruders o di…..
A questo punto nell’epoca della globalizzazione aggiornatevi e scopriteli, ne vale la pena!
Reticente alla novità ma grande esperto di quello che fu, Daddy Soul non è una semplice rubrica…ma lo sguardo attento (e la voce talvolta polemica) di chi da 50 anni si ciba sempre e solo di “certa” musica come la definisce lui. Un nuovo spazio su rolloverbeethoven.it senza cadenze o scadenze , che sa di sfogo e profuma di nostalgia a cura di Franco Pollini








































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