<MODERAT – II

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"Recensione Moderat-II"

Moderat II

(Monkeytown Records)

Rollover: Visionario

Voto: 6,8

Difficile bazzicare per l’elettronica di Berlino e non imbattersi nei nomi di Modeselktor e Apparat. Hanno origini comuni, iniziarono a circolare per la vasta scena underground della capitale tedesca dieci anni fa, e di una decina d’anni fa è anche la nascita del progetto Moderat, frutto dell’unione dei due (o meglio dei tre, dato che Modeselktor sono un duo). Dopo il primo EP Auf Kosten der Gesunheit presero altre strade, simili ma non identiche, per poi tornare al progetto, con il primo album eponimo, nel 2009, quando i loro nomi non avevano già più bisogno di essere presentati.

"Moderat II"

A distanza di quattro anni la loro fama e la loro musica non hanno smesso di crescere, raggiungendo un livello quasi globale, pur non dimenticando quel tratto marcatamente underground che inevitabilmente li caratterizza. Basti ricordare l’ultimo progetto di Apparat, Krieg und Frieden, musica per un adattamento teatrale del romanzo di Lev Tolstoj Guerra e pace, con cui ha comunque sostenuto un tour europeo. II, il secondo album del progetto Moderat, ha un tratto sicuramente più… non voglio dire commerciale, perché troppo senso negativo è nato intorno a questa parola e perché non coglie del tutto la linea dell’album, ma certamente più consapevole del fatto che i nomi di Modeselektor e Apparat sono diventati troppo grossi per rimanere ancora a lungo nella scena underground, soprattutto se sommati. Svela ambizioni, timidamente espresse, che oltrepassano la scena berlinese, e rivela tendenze internazionali che ritroviamo nelle passate collaborazioni di Modeselktor con Thom Yorke, ideale punto di contatto tra l’alternative globale e la ricerca della musica elettronica.

"Moderat II Recensione"

Bad Kingdom è il primo singolo, portatore di queste tendenze, cui affiancherei Gita. Limitare l’album a queste caratteristiche sarebbe però riduttivo. I tre non si mostrano disposti a corrompere la ricerca musicale per la quale sono nati: Milk, anche se rimane lontana dal coinvolgimento di quei capolavori che sono A New Error e Rusty Nails, non teme di prendersi i suoi tempi e i suoi spazi per trasportare l’ascoltatore nel fondo dell’ossessivo scavo musicale, in un viaggio costante e non interrotto. Il trio non dimentica i suoi clap, i suoi bassi e i suoi ritmi incalzanti che ci riportano a quel primo EP di dieci anni fa. L’irruente potenza di Modeselektor si unisce alla voce sospesa e fragile di Apparat, dando luogo ancora una volta all’indistinguibile mix chiamato Moderat.

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