<Mac DeMarco – Salad Days

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MAC DE MARCO

Salad Days

(Captured Tracks)

Rollover: Visionario

Voto: 7.8

Ascolta se ti piace King Krule o Kurt Vile

Ritornano le chitarre armotroniche di Mac DeMarco che con le sue sonorità fuori dai soliti stereotipi compositivi ha lasciato una valida traccia sulla scena indipendente internazionale (vedi anche il suo album precedente). Al caro Mac non interessa il successo, non interessa diventare uno scalatore di classifiche, gli piace restare fedele al suo originale songwriting rilassato fregandosene di dove vanno a parare le tendenze musicali.

 Al suo terzo LP intitolato Salad Days Mac DeMarco conferma da subito la linea slacker rock delle precedenti produzioni, con l’impatto stornellante del jangle pop di Salad Days e Blue Boy, regalandoci altri 11 piccoli gioielli. La firma di riconoscimento resta la sua chitarra limpida e pulita ma al contempo dissonante in carillon come in Let Her Go, dove strizza l’occhio ad Ariel Pink, oppure malata e strascicante come nelle cadenze stanche di Goodbye Weekend, Treat Her Better e Go Easy. Lo psycho pop di Passing Out Pieces si contrappone alla ballad Let My Baby Stay, in cui spunta a sorpresa la chitarra acustica. Mac ci stupisce con il synth pop di Chamber of Reflection, con le riuscite melodie dream pop dalla piacevole sensazione da barbiturico, nonché con i giochi tra basso, organetto e chitarra che ci disorientano nella strumentale Jonny’s Odissey. Nota di merito va anche alla combinazione tra il sound e la sua voce, che si lascia modulare sinusoidalmente, in modo lieve, negli arrangiamenti.

Mac De Marco

Mac DeMarco autoironizza sulla sua musica definendola “jizz jazz”, ma forse non ha tutti i torti visto che il suo pop viene suonato di getto, come fosse un pezzo jazz, lasciandosi andare a ruota libera su una struttura portante che, noi comuni e semplici ascoltatori, definiamo canzone.

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