<CALIFORNIA ROLLOVER – Parole che ancora devono essere inventate

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“In Italia avete una tradizione folk magnifica, ad Andrea Bocelli preferisco Matteo Salvatore” (Devendra Banhart)

Matteo Salvatore? Chi diavolo è Matteo Salvatore? No, non Federico Salvatore, quello di Azz.  Alcuni pezzi delle sue canzoni possono essere utili per presentarlo:

Da Lu Limone:

….a lu sang d chi te murt e chi te straccia murt
chi ta sunet li campan a murt
chi ta sunet li campan a murt
magna a’till e suca till stu limone
j lu sacc ca t piac….

Da Lu primmo ammore:
…abbasc alla marin s venn u pesc
e tu uagnedda me nn la ue frnesc
quand je bell nu prim amor
nu second je chiù bell ango

No avete pensato male. Non è un cafone qualunque delle peggiori pescherie di Taranto vecchia.

matteo_salvatore7

 

Questo brillante menestrello pugliese del Gargano, scomparso nel 2005, è una micidiale miscellanea di irriverenza, folklore e creatività. Sicuramente sfacciato e scandaloso per la sua epoca,  l’idioma in cui canta è una specie di invenzione personale, figlia della sua esperienza di vita più che di una ricerca consapevole.  Il risultato è che riesce a risultare quasi sempre comprensibile senza rinunciare alle sonorità della propria terra, un po’ italiano e un po’ dialetto (quale sia questo dialetto è un caso per la signora Fletcher). Le tipiche a che diventano e all’improvviso che ci hanno fatto innamorare di Lino Banfi sono fulmini a ciel sereno che irrompono durante le sue ballate. Le ultime lettere delle parole da lui pronunciate sono satelliti abbandonati nello spazio e mai più le ritroveremo.  Italo Calvino disse di lui, con ammirazione, che il suo linguaggio era fatto di parole che ancora dovevano essere inventate.

Le metafore spinte all’ordine dell’accordo, che colpiscono subito coloro che si avvicinano alla sua musica, non devono trarre in inganno poiché il suo repertorio sa essere anche poesia malinconica (lu pensionato) e canto di protesta (è proibito). Ed è per questa complessità che Devendra o Capossela lo ricordano bene, preferendolo a prestigiosi emblemi della nostra musica; dietro al sotterfugio della strafottenza terra terra della parola c’è la ricchezza del suo significato, la forza dell’essere diretta e inequivocabile.

Noi vogliamo iniziare questo lunedì con la sostanza più allegra della canzone di Matteo Salvatore, ascoltiamo insieme Lu Limone ed altri estratti dal suo repertorio più insolente.

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