Album: Marquee Moon
Band: Television
Anno: 1977
La bellezza mutilata
Esistono forme di espressione della bellezza tanto capaci di rappresentare un’idea da trasformarsi in modelli. Nell’arte ad esempio, sempre protesa verso nuove forme stilistiche e quindi modi diversi di affrontare il concetto stesso di bellezza, si trovano opere capaci di interpretare un senso di bellezza che diviene immune rispetto alle mode ed al passare del tempo. Una di queste opere è la Venere di Milo ritenuta una delle massime manifestazioni della bellezza femminile malgrado ci sia giunta incompleta. Da tempo l’uomo continua ad ammirare una bellissima donna di pietra severa ma, soprattutto, senza braccia.
Il fascino che esercita un’opera incompleta, mutilata come la Venere di Milo supera il pur alto valore specifico della statua e deriva dal rapporto tra il modello e chi lo ammira. L’immortalità di questo fascino è il prodotto di un sentimento positivo di partecipazione e negativo di consolazione, il primo dato dal senso di protezione nei confronti di una bellezza fragile priva delle braccia e quindi di difesa, il secondo è il senso di conforto di un monumento di bellezza straordinaria ma incompleto e quindi con dei limiti, in una parola umana. Il messaggio è chiaro: la bellezza diventa partecipata ed accessibile.
Marquee Moon, lo straordinario album d’esordio della band americana dei Television è un disco che raccoglie questo ideale concetto di bellezza e che infatti esercita negli ascoltatori un richiamo che non subisce il passare del tempo. Il primo disco della band di Tom Verlaine è un lavoro che raccoglie eredità musicali precise, pescando a piene mani dai lavori dei Velvet Underground e nutrendosi di un clima musicale molto vitale come era quello della New York della seconda meta degli anni 70, e genera un sound del tutto nuovo, indecifrabile e, soprattutto, non replicabile da altri. Il suono new wave o post punk attribuito a questo lavoro dei Television è in realtà molto più sfumato di quanto queste etichette musicali sembrino suggerire ed è il frutto di tutta la peculiare sensibilità stilistica che apparteneva alla band americana in generale e ad Verlaine in particolare.
Verlaine e soci animano un disco che suonava nuovo e diverso sin dalle prime note. See no Evil è la traccia iniziale che introduce al respiro musicale dell’opera. Con Venus appare infatti chiaro la cifra dei Television frutto di un sound che non è mera espressione di genere ma da vari generi prende spunti unito ad una voce che recita liriche suggestive e sorprendenti. La title track diventa l’espressione più compiuta del gusto musicale dell’album. Marquee Moon è un pezzo straordinario costruito sull’equilibrio impossibile di riff punk e una durata del brano quasi progressive. Un brano come Marquee Moon riesce a chiarire ancora una volta che la musica che i Television hanno creato con il loro primo album è una situazione irripetibile, un’alchimia totale e senza seguito.
Verlaine capisce bene che il suono che riesce a dare alla sua chitarra è una prerogativa che non potrà essere replicata e sembra voler sfidare i possibili emuli con un brano come Prove it. Marquee Moon rimane di innegabile bellezza e di assoluta fragilità, l’ambizione riuscita di creare un sound del tutto nuovo ed il limite di un lavoro che non potrà mai essere del tutto completo. Un’opera straordinaria e limitata, partecipata ed accessibile. Un classico in definitiva.
My back pages è la rubrica del giovedì che tratta dei grandi album del passato attraverso la penna di Mr. Tamburino, scrittore di stazza pesante ma dal cuore di panna che si diverte a parafrasare le pietre miliari del rock ‘n roll.









































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