
WILD BEASTS
Present Tense
(Domino Records)
Rollover: Elegante
Voto: 7,5
Ascolte se ti piace: Pulp o Future Islands
Giunti al quarto album, dopo due anni di concerti per il mondo, gli inglesi Wild Beasts cambiano il produttore che gli ha finora seguiti negli ultimi due successi, Two Dancers e Smother, in favore di uno nuovo, anche se non cambiano la dimora alla Domino Records. La nuova produzione si sente tutta, è infatti esplicita volontà della band assumere un suono che marchi di più l’uso dei sintetizzatori e dell’elettronica, come si sente più palesemente in Mecca o nel primo singolo Wanderlust. Comunque l’identità sonora rimane sempre molto specifica, non è obbligatorio parlare di “svolta elettronica”.
Un’identità che ha sempre caratterizzato il suono del quartetto, fatta degli acuti del cantante Hayden Thorpe e del suono attento e curatissimo degli altri membri. Un’identità cui, in effetti, sembrava quasi impossibile accostare le parole modaiole di “pop” o “elettronica”, caratteristiche che invece l’ultimo Present Tense possiede. La tensione già enunciata nel titolo nasce, di fatto, proprio da questo arduo accostamento di una band che è sempre stata considerata una outsider, con uno stile individuale, e di uno stile molto più pop che la nuova produzione segna.

Mancano quindi gli acuti vocali apprezzabili e apprezzati, per esempio, nella vecchia All The King’s Men di Two Dancers, e in questo senso l’album risulta più accessibile al pubblico (A Simple Beautiful Truth), anche se si aggiungono altre inedite sperimentazioni (A Dog’s Life, New Life). Eppure, questo cambiamento di rotta non ne fa un album commerciale, anzi si può dire che i confini tra commerciale e alternativo, in questo teso lavoro, siano continuamente sfidati e rimescolati.





































