Anno: 1995
A life in a day
L’esatta unità di misura della nostra vita è il giorno. Applicando una massima zen in un giorno si può racchiudere il senso di una vita intera. Un giorno, un solo giorno, è quanto ci serve per seguire la via dei pensieri di un uomo, per comprendere le dinamiche che legano un’esistenza alle altre, per capire cosa c’è dietro il desiderio di un rifugio. Un giorno, un solo giorno purchè sia intero, è quanto occorre per seguire l’emozioni che ci accompagnano dall’alba al tramonto e poi oltre, dal crepuscolo al cielo stellato.
Probabilmente è da questa considerazione che sono partiti gli Smashing Pumpkins nel realizzare il loro lavoro più ambizioso e celebrato, il doppio album Mellon Collie and the infinite sadness. Con questo disco, diviso in due differenti momenti narrativi legati alle diverse fasi del giorno, Dawn to Dusk e Twilight to Starlight, la band di Billy Corgan realizza quello che è stato considerato il “The Wall” della generazione degli anni 90, un’opera rock che affronta i temi della solitudine e della fragilità dei rapporti, un disco intriso di rabbia e animato dall’urgenza di un senso da dare alle vite, sia esso il bisogno di Dio o la necessità dell’amore.
E’ un disco che si apre idealmente con il risveglio, con un alba fredda e per niente rassicurante. I personaggi descritti in Mellon Collie si muovono con lentezza e disordinatamente all’interno di un piccolo mondo che è la provincia americana degli anni 90 ma potrebbe essere dovunque, o meglio dovunque ci sia noia. Perché la noia è uno dei temi principali dell’opera, un senso di profondo distacco ed indifferenza che anima le vite di personaggi che sembrano i precursori dei frequentatori del “Paranoid Park” di Van Sant. Mellon Collie è un album che segue diversi percorsi musicali alternando un suono decisamente aggressivo di derivazione grunge ad ispirate ballads.
Il singolo Bullet with the butterfly wings è emblema del contesto in cui si volgono gli eventi, un mondo vampiro che ingordamente succhia ogni energia lasciando l’individuo come un animale rabbioso in gabbia. La rabbia, la frustrazione per essere parte inconsapevole di uno sconosciuto disegno più ampio è l’anima anche di Zero, un brano icona dell’estetica dei Pumpkins, un pezzo che funge da affermazione collettiva di esistenza, la rivendicazione di quelle nullità che sono i reali protagonisti di tutto l’album. E’ un’intera generazione quella che trova spazio in questo disco, sono i personaggi di 1979 un pezzo su quella gioventù inquieta ed interrotta che anticipa le solitudini digitali che sarebbero arrivate in seguito.
L’ideale giornata descritta da Corgan e soci sembra proseguire uguale a mille altre tra le macerie di una collettiva alienazione che è, soprattutto, precarietà affettiva e rabbia repressa, ma in questo giorno che è una vita stessa gli Smashing Pumpkins descrivono anche dei bagliori che segnano la liberazione. Tonight Tonight, con il suo sound orchestrale sembra l’esclamazione “terra, terra” del naufrago, l’idea stessa di salvezza nella notte rischiarata. E quindi il vuoto lasciato da Dio viene colmato dall’amore, il desiderio di un rapporto che trascende le debolezze personali e lenisce le pene. Sembra questa finalmente la stella polare, la stessa della straordinaria Thirty – Three, un brano dal gusto vagamente retrò che chiude idealmente la giornata sotto lo spettacolo della volta stellata.
Il giorno di Mellon Collie si conclude, una vita intera racchiusa in una giornata che ha il fiato corto ma anche qualche certezza. Il senso del tempo di Mellon Collie è un’unità di misura che pur essendo perfetta in sé si ripete, metafora stessa che i Pumpkins danno della vita, ovvero una quotidiana lotta contro i propri demoni per godersi infine la pace di un cielo stellato. Per godersela in due.
p.s. Billy Corgan non era il ragazzino di “Super Vicky” ma è stato bello pensarlo.









































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