<BREAKBOT – By Your Side

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BREAKBOT

By Your Side

(Ed Banger Records)

Rollover: Party Animal

Voto: 5

Gli approcci all’ascolto di un’opera musicale sono innumerevoli e svariati e molto spesso inventati dagli stessi ascoltatori. A volte girano vere e proprie guide che possono indirizzare verso un certo tipo di fruizione del prodotto stesso. Esempi tipici sono l’ascolto dei testi e del significato complessivo di un album, oppure l’approccio colonna sonora di un viaggio o quello di sottofondo danzereccio per le serate tra amici.

Per quanto riguarda Breakbot e il suo By Your Side personalmente, dopo svariati ascolti a tentar di comprendere gli intenti intimistici, virtuosistici e stilistici di questo bianco fulminato dalla musica nera, ho formulato un’idea per un approccio del tutto stravagante. A parer mio il miglior modo per accogliere quest’album è lo stesso che si presta alla visione di un film porno. Si un porno! La proposta dell’artista infatti si articola di elementi degni di essere paragonati ai movies del genere in questione. Le sue atmosfere fin troppo patinate, il protagonista eccellente che imperversa in quasi tutte le scene come il Synth Moog Voyager (il John Holmes di tutti gli strumenti elettronici a tastiera), le trame musicali un po’ improbabili e mutuate da film di ben più ampio spessore, il budget molto limitato, l’imbarazzante collaborazione con “membri” esterni  come Irfane, Pacific! e Ruckazoid e poi una regia, la sua, con un unico intento: intrattenimento spicciolo e tanti soldini facili.

Già perché parliamoci chiaro: il nostro Thibaut Berland al secolo Breakbot, french producer & dj, ottimo bigliettino da visita  per qualche vogliosa gallinella che è stato capace di irretire nonostante la sua non stimabilissima bellezza , non ha certo puntato alla profondità compositiva, alla ricerca spasmodica del suono e neanche al terreno ormai sacro e incalpestabile dei concept album, ma ci ha sfornato un prodotto molto casereccio ma molto poco genuino. Qualcosa di estremamente gonfiato e decorato grossolanamente, nell’intento tipico dei registi di film a luci rosse, di introdurre costumi e scenografie pompose nella speranza a volte ben riposta di dare un tocco di stile all’opera. La scelta del funky anni ’70 inizi anni’80, scavando tra emulazioni di Prince e  Michael Jackson, sottolinea la poca credibilità dell’opera, suggerita quest’ultima anche dalla pretesa di venderlo come un colossal. Perciò ritengo che la miglior chiave di lettura sia questa: un porno è porno e, salvo qualche raro amante del genere in tutto e per tutto, l’uso comune di un prodotto così è quello ormai già sperimentato da anni. Si va avanti veloce col nastro saltando di scena in scena finchè non si trova quella più confacente ai propri gusti e poi se ne gode liberamente. Spiccano su tutte tre scene/brani ossia la ballata By Your Side 1, la ritmatissima e vintage Fantasy che potrebbe essere considerata un po’ la scena madre della pellicola, e poi la deliziosa Programme. Dico deliziosa solo perché forse un minimo d’impegno di regia sugli strumenti musicali  per la lavorazione di questo pezzo è stato profuso. Il resto è sottofondo e materiale di consumo che s’intreccia e s’impasta in una linea ossessionante e ripetitiva.

Concludendo, al surrogato di qualcosa che assomiglia a  qualcosa preferisco il gusto intenso dell’originalità.

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1 Comment

  • Brillante. L’approccio, la stroncatura e la latente passione per il genere, che tutti ci accomuna.