Qualcuno ci aveva detto: “Questa di Senigallia non me la bevo”. Pensava che i due ragazzacci li avessimo inventati noi con le nostre testoline. E invece no! Prendetevi questa malfidenti: la foto di Gip mentre vi manda a quel paese, se già non c’eravate.
Eh sì, perché anche oggi, pioggia o non pioggia, i nostri beniamini erano al loro posto a tenere alta la bandiera del rock and roll. Ci hanno detto di loro. Si sono aperti e con il cuore in mano hanno deciso di prendersi cura di me e Rock’on Rollo, povere pecorelle smarrite nel vasto prato della musica.
Era un cantante, Gip. Faceva blues di quello serio prima che un brutto polipo lo costringesse ad un’operazione alle corde vocali. Ma si sta riprendendo e tra qualche mese potrà di nuovo cantare. Poteva fare l’attore, ma questa non è Londra – ci dice lui- e, anche se vieni bene sullo schermo, è difficile avere un’occasione. Mondo cane, i giusti avranno anche il sonno profondo, ma, diamine, da svegli è una vita da riempirci dieci dischi soul.

E con il soul stamattina ci hanno conquistato. Joe Tex, signori, uno che il soul lo ha mangiato e ne ha fatto funky. Uno dei due, quello che vi presenteremo la prossima settimana, dice di ascoltarlo di continuo in macchina. Quanto pagheremmo per fare un giro in macchina con lui! Il titolo della compilation è Single As and Bs volume III e raccoglie i maggiori successi di Joe Tex dal ‘69 al ‘72. “Introvabile in Italia!” ci dice soddisfatto il nostro eroe. Le casse trovano pane per i loro denti in tracce come You’re right Ray Charles e I gotcha. Dopo la lezione di funk, ci svela un lato romantico che non avremmo mai sospettato. Mette su un gruppo che a prima vista non gli daresti una lira, iVaya con Dios. Nome spagnolo, cantano in inglese e francese, ma sono belgi. Hanno dato il meglio negli anni ottanta, quando la voce della cantante, Dani Klein, viaggiava sulle onde radiofoniche di mezzo mondo con pezzi come Just a friend of mine e soprattutto Nah Neh Nah. Quest’ultima vi ha fatto di sicuro muovere le spalle cento volte a ritimo di una bella chitarra manouche. E poi un pezzo da sciogliere il cuore: What’s a woman, una ballata soul per gli amanti al tempo delle giacche con le spalline e dell’effetto bagnato sui capelli. Il nostro amico in fondo è un tenero. Il vecchio rocker di Gip, invece, si allontana di qualche passo in segno di disappunto. Si vogliono bene questi due.
Noi siamo contenti, abbiamo comprato qualche disco e conosciuto un po’ meglio i nostri ragazzi, ma loro ci vogliono fare un regalo. Mentre andiamo via, sparano a tutto volume uno dei capolavori degli Ultravox, Vienna. Sempre anni ‘80 con classe, sempre gel sui capelli e giacca con le spalline e sempre grande musica targata Senigallia Rocks.






































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