<MY BACK PAGES – HORSES

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patti-smith-horses-lpAlbum: HORSES

Artista: PATTI SMITH

Anno: 1975

Signora libertà signorina poesia

Pensare alla musica rock come un fatto di mero intrattenimento per le masse, un fenomeno di folklore e semplice divertimento o l’anticamera di molti vizi è un’evidente limite. I protagonisti più ispirati della musica rock non intendevano solo aumentare la potenza di una musica fino allo stordimento fisico ma ambivano a potenziare un messaggio, ad amplificare un desiderio diverso di mondo, restituendo con lo stridore delle chitarre elettriche una naturale sensazione di estraneità rispetto alle meschinità di un mondo distratto.

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Patti Smith può essere tranquillamente considerata al pari di altri e più celebrati profeti del rock. Patti Smith ha infatti elettrificato la poesia, ha dato volume alle parole, le ha distorte adattando il senso di un tempo all’idea di un suono, amplificando tutto attraverso se stessa. La musica di Patti Smith è la conferma che negli anni 70 la musica rock rappresentava il modo più autentico e appropriato per esprimere sentimenti di libertà alla luce di una nuova idea di mondo. Patti Smith sapeva che per essere udita e scuotere qualcuno la poesia andava gridata e l’ha fatto immediatamente.

Horses è il primo album di Patti Smith e malgrado ciò contiene già tutto quello che sarebbe diventato il mondo di Patti Smith. Lo sguardo fiero della rocker di Chicago, ritratta splendidamente in abiti maschili nella copertina del disco dal compagno dell’epoca, rappresenta già la cifra di Patti Smith. Quell’espressione, oltre ad essere il prodotto di un senso estetico, rappresenta lo spirito del viaggio verso la libertà che avrebbe intrapreso la stessa Smith. Una cavalcata inarrestabile e a briglie sciolte.

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Il primo singolo è l’esatta affermazione di questo concetto ed è anche stile di vita. Gloria si apre con un verso folgorante “Gesù è morto per i peccati di qualcuno ma non per i miei”. Con questa affermazione, la cui forza è comparabile al messaggio di De Andrè nella Buona Novella, Smith instaura un rapporto spirituale non imprigionato nella schiavitù del peccato ma pensato come una sorta di dialogo, quasi da pari. Il messaggio è chiaro, nessuna gioia dell’aldilà ci farà rinunciare a quelle della vita terrena. Questo salmo quasi balsfemo, tessuto su un crescendo impetuoso, quasi violento, realizza un’idea di musica che è punk prima che il punk nascesse.  

Ed il disco prosegue esaltando, grazie ad una musica energica ed alla voce penetrante di Patti Smith, ogni sorta di vitalità, ogni atto spontaneo di affermazione. E’ un lavoro interamente incentrato sull’idea stessa di libertà, sull’assenza di compromessi per raggiungerla e sul prezzo da pagare. Con Birdland la voce di Patti Smith, sospesa tra racconto e lamento, sublima la melodia di piano e chitarra, mentre con Land un sound più marcatamente rock permette l’espressione più ampia e compiuta della poetica della Smith celebrando la totale ribellione della rocker americana.

Horses è l’album d’esordio di Patti Smith ma è già l’opera di una vita. E’ un lavoro sull’onestà ed il coraggio, è un’opera per appetiti e debolezze. E’ l’opera iniziale di un’artista che non cambierà di una virgola. Perché la libertà, la fedeltà a sé stessi, non si tradisce. Mai.

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