<Le inchieste di Roll Over Beethoven: Intervista a Pope Dog

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La settimana scorsa vi abbiamo parlato in esclusiva di un  nuovo talent di cui si parla nel dietro le quinte degli ambienti più informati, che dovrebbe avere il titolo di Amici di Maria Immacolata.  Tra i personaggi che dovrebbero partecipare allo show, uno ci sembrava quello di maggior interesse, per portamento e per grinta: Pope Dog. Abbiamo compiuto un vero e proprio scoop, andando nella sua dimora a intervistarlo, non senza timore reverenziale e paura di sbagliare. Vi proponiamo oggi l’intervista che ha concesso vis a vis al nostro vaticanista, Fabio Tandoj accompagnato per l’occasione dall’esperto di attualità, Jampin Janzo.

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Il sole batteva solenne e impietoso in quella landa desolata della provincia di Catanzaro. Io e il mio collega Jampin Janzo ci siamo recati li per compiere una missione folle, quasi impossibile perché solo così può essere definito il tentativo sconsiderato di avvicinare una star come lui.

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Protetto dalla coltre oscura del Vaticano, servitore fedele e orgoglioso di quell’immenso potere che impera sulla civiltà umana da oltre 2000 anni, Pope Dog non è certo un soggetto facile.

Dopo aver attraversato il pericoloso sentiero della Salerno – Reggio Calabria, aver osteggiato i marinai ubriachi della capitaneria di porto di Crotone, digerito 2 panini con la nduja e melanzane e aver usato 3 etti e mezzo di soppressata come crema protettiva, siamo giunti a San Vito allo Ionio dimora del rapper più famoso della comunità ecclesiastica.

Lo scenario che si è palesato alla nostra vista è stato sconvolgente:una cuccia enorme a 3 piani da 54 mq l’uno, di cui 6 in attesa di condono, 8 non accatastati e 15 completamente abusivi.

All’ingresso ad accoglierci c’era Salma Vatilich un Siberiano (nella foto) ,addetto alla sicurezza di Pope, al quale ci siamo presentati per condurre l’intervista .Ci è costata cara perché si è fatto promettere grattini sulla pancia per le 2 ore successive.

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Finalmente entriamo. Pope era accucciato sul suo cuscino d’oro su cui era riportato il Vessillo di Santa Romana Chiesa.

Io e JJ lo salutiamo, levandoci il cappello,  con una carezza sotto il muso e diamo inizio all’intervista.

1.) Pope Dog tu hai partecipato a vari spettacoli cinofilo canori, ricordiamo tra questi “l’Osso d’Oro” di Trebisacce, “la Puzzetta Perfetta” di Sorbo San Basile e “Cani non si nasce, si cresce edizione 2012” di Gioia Tauro.  Amici di Maria Immacolata sarà la tua prima apparizione al grande pubblico, ti senti pronto? credi di esserne all’altezza?

La verità è che credo che la domanda vada posta al contrario: il grande pubblico è pronto per me? E’ alla mia altezza? Il mio nome non è casuale poichè tra i miei amici a quattro zampe mi sono contraddistinto per essere primus inter pares, anche se sono nato in una stalla col bue e le galline e cresciuto per strada. Io credo di poter trasmettere un messaggio forte e chiaro: bau!

2.) Pope Dog qualcuno ti ha accusato di essere troppo ecumenico e che i tuoi testi celino una sorta di catechesi bigotta camuffata da protesta canina per rivendicare i diritti della tua razza,e che dietro il tuo forte abbaiare non c’è alcun morso alla condizione disumana (discanina) in cui vivono molti tuoi simili, cosa ne pensi a riguardo?

Sono le solite maldicenze dettate dall’invidia. Solo quest’anno ho donato 54 tonnellate di eukanuba in beneficienza ai miei amici meno fortunati. Magari per qualcuno sono scomodo perchè durante il concilio canino “Canis canem non est” mi sono opposto al sesso tra razze diverse. Ecco una foto di quel giorno memorabile della mia carriera, allora ero più giovane e ingenuo ma sempre cool.

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3.) Alle tue spalle hai vicende che ti segnano e che sanno renderti un vero bastardo, la vita da randagio nei sobborghi di Roseto Capo Spulico, la tua vicenda legata allo spaccio di croccantini al formaggio svizzero (noti per le flatulenze che provocano nei cani e per l’effetto allucinogeno sui loro padroni ndr), l’arresto per molestie sessuali dopo aver leccato gli alluci appena smaltati alla signora che ti portava la salsiccia. Queste vicissitudini ti hanno avvicinato alla tua musica?

Io credo che non ti puoi dire un vero cane se non hai provato a vivere come un cane, non rinnego nulla di ciò che ho fatto. E’ parte del mio percorso di formazione. Poi però se hai qualità come le mie non puoi lasciarle stare lì abbandonate, ho capito che dovevo cambiare, per questo mi sono avvicinato alla musica e al mistero della fede, per dire ciò che volevo dire con un linguaggio diverso, che arrivasse al cuore dei quadrupedi. Quel messaggio è bau.

4.) Pope Dog ma tu chi sei ? che vuoi? a chi sei figlio? 

Sono un cane come tanti altri, ma migliore. Voglio dire la mia e spiegare che ce la puoi fare anche venendo dalle periferie. Di chi son figlio non lo so, sono di certo un figlio di cane ma ho sempre chiamato mamma una mucca da cui ho poppato di brutto.

5.) Pope in passato sei stato accusato di aver “menato troppo il can per l’aia”, è vero? Hai usato violenza contro un tuo simile? (Ma soprattutto è davvero questa l’ espressione di dolore di un cane? aia? ndr)

Voi giornalisti amate i giochi di parole, io preferisco uno schiaffo quando serve. Quel tipo voleva rubarmi la pallina che avevo trovato in un campo da tennis, il mio portafortuna di tutta una vita. Ho difeso la mia storia con i denti. Da lì è nato il mio fortunato disco “mollami la palla”.

6.)Pope che messaggio vuoi mandare ai tuoi fans che non arrivano alla fine del mese?

Mettetevi vicino alle chiese, c’è sempre qualcuno che si impietosisce. E per il resto, direi Bau.

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