Jack Johnson abitava alle Hawaii prima di andarsene in California. Suo padre surfista lo inizia allo sport di cui è una specie di star locale e Jack lo pratica proficuamente fino a che un giorno si schianta contro gli scogli, per poco non muore e decide che quindi è forse meglio giocare con una chitarra e qualche parola (in realtà è anche un ottimo regista e se giocassimo a scopa sono sicuro che vincerebbe), in modo allegro, dolce, tropicale. Canzoni come If I had eyes, piacciono a tutte le mamme, anche le più fissate. Bello come il sole è il classico esemplare a cui riesce tutto, buon per lui ma non per chi tenti di emularlo.
Bahamas, nome in codice di Afie Jurvanen, canadese di origine finlandese che manderebbe in confusione il più bravo degli studenti di geografia, al primo ascolto ricorda molto Jack Johnson, per la sua pacatezza e la sua dolcezza. Ma con alcune piccole differenze (saranno 7?) fondamentali che lo portano ogni tanto ad essere un pochino meno allegro dell’adone hawaiiano. Le più eclatanti sono che lui le isole le vede solo in cartolina o sui poster,a Toronto fa freddo, e Afie è tutt’altro che un adone. Inoltre una cosa è chiamarsi Jack, un’altra Afie.
E il freddo di Toronto non è un particolare ma la cornice ideale di Bahamas, tant’è che il suo sito ufficiale Bahamasmusic.net riproduce in sottofondo momenti della vita del nostro giovane strimpellatore, con la mamma mentre prepara un piatto a base di aglio e riso, con il ghiaccio, con il nipotino e con il nano da giardino immobile che non riesce ad asciugare le proprie ossa. Uno scenario che sembra donare profondità quasi mistica alla leggerezza che viene fuori in musica, ascoltando questo artista. Anche le sue parole semplici sono poesia, molto più delle piastrelle e dei piattini di cui sotto.
Il suo talento non sfugge ai Juno Awards, che gli dedicano nomination per entrambi gli album e in particolare per l’ultimo Barchords, in cui qualche giorno fa veniva battuto dal veterano Leonard Cohen: non sarà difficile farsene una ragione. Inoltre Afie ha nel curriculum un tour come chitarrista e pianista per ‘1234’ di Feist, che gli vuole bene come un bambino con un nano in giardino “I basically made the first Bahamas record because my friends had formed a new band while I was off playing with Feist and I didn’t have anything else to do..” Ha quindi dalla sua tanto ottimismo e tante belle speranze, l’anno prossimo se tutto va bene si iscrive anche in palestra.
Noi ci prendiamo volentieri carico delle sue promesse, consigliandovi l’ascolto di Barchords su spotify e invitandovi a godere del singolo Lost in the light, di cui vi proponiamo il video del buon lunedì.







































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