
THE ANTLERS
Familiars
(Transgressive Records)
Rollover: Elegante
Voto: 7,5
Ascolta se ti piace The National o Perfume Genius
Dietro l’emotività introspettiva di Peter Silberman si muove il fluido senso di appagamento trasmesso dalle canzoni dei The Antlers, che si ripropongono con un nuovo lavoro titolato Familiars.
Una palpabile leggerezza distensiva scivola via attraverso nove composizioni piene di carismatico benessere. I brani sono stati costruiti seguendo uno schema di scrittura strutturato, realizzando spazi ben definiti in cui si espandono partiture strumentali di compattezza orchestrale. La tromba di Darby Cicci diventa sempre più strumento portante, del tutto protagonista e non più modulatore sonoro da cornice. La chitarra segue librante nell’accompagnare le sospensioni vocali come in Intruders o Parade. Atmosfere jazzy fanno da contorno in Surrender e nelle assonanze country folk di Revisited. Il totale distacco da terra avviene nei falsetti della sognante Doppelgänger, poetica lullaby fatta di suoni appena sfiorati. Ma la perfezione si può gustare da subito, con la prima canzone Palace, il cui piano corteggiato dalla tromba va lievemente ad incontrare l’impercettibile singing in una sfuggente danza aerea, prima docile per poi sospendersi in un magico crescendo.
La band di Brooklyn ha materializzato in Familiars tutta l’intangibilità che le buone vibrazioni oniriche possono trasmettere: sensazioni fluttuanti capaci di stabilizzare un turbolento stato interiore. Un capolavoro ben distante dal precedente Hospice, un album che apre nuove prospettive per gli Antlers, facendoci chiedere verso quali orizzonti saranno orientati.





































