<BEACH HOUSE – Bloom

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BEACH HOUSE

Bloom

(Sub Pop Records)

RollOver: Visionario

Voto: 8,7

 

 

 

E’ la colonna sonora di una notte dai lunghi sogni, una di quelle notti in cui non vorresti mai abbandonare quel limbo quasi magico tra sogno e realtà in cui quest’ultima viene contorta, artefatta, fin quasi a far male: e’ la colonna sonora di quell’attimo di sogno che ti trafigge senza spazio né tempo e che vorresti portar via con te, registrare e ricordare anche da sveglio.

 Dream-pop: mai classificazione fu più appropriata per la musica dei Beach House. Bloom è il quarto album del duo di Baltimora ed è piacevole scoprire che il loro concetto di fare musica sia rimasto immutato nel corso degli anni. Fedeli, alla propria linea, sfornano un’altra piccola meraviglia con gli stessi ingredienti, immersi adesso, in un nuovo universo da attraversare alla velocità dei sogni. Le canzoni  adagiate su basi quasi orchestrali, frutto degli organi di Victoria Legrand e farcite da sapienti intercalari, siparietti melodici ,riff e slides provenienti dalla chitarra di Alex Scally, l’altra metà della band. Tutto pare assai semplice. Una voce quasi rauca canta tonalità altissime, come sospesa dai riverberi; dissonanze armoniche, beat ipnotici e percussivi conditi da testi evocativi.  Bloom contiene delle tracce straordinarie: The Hours mi ha fatto chiudere gli occhi già al primo ascolto, Myth e’ intensa, quasi cupa ; New Year e’ un piccolo miracolo pop. Brani complessi ed orecchiabili, mai banali. Gli organi a tratti indistinguibili dagli strings creano tensione e grazie al lavoro certosino della chitarra danno vita al momentum necessario. Espedienti che rendono speciale ogni traccia. Espedienti che durano dal 2006: 4 album per un marchio di fabbrica garantito ed inconfondibile, che non ci ha ancora stancato, probabilmente perché ogni ritornello sta alla canzone come un estuario sta a un fiume in piena.

 

Gustatevi questo piatto unico assai saporito, i tempi di cottura sono molto brevi, la digeribilità elevata, ma lasciamo decidere a voi quante volte riassaggiarlo.

Io ho già fatto indigestione.

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