<CALIFORNIA ROLLOVER – Diluvia

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Arrivederci santoni New Age. Addio peli superflui. Buongiorno meditatori in giacca e chitarra, siate i benvenuti soldi trovati a terra.

Diluvia è il nome dell’album secondogenito dei Freelance Whales, formazione mistica di New York che farebbe riposare la mente del più intrepido degli agitati (li ascolta Super Vicky mentre dorme nell’armadio). Un’ armoniosa orchestra che si è fatta le ossa e lo spirito suonando tra i corridoi delle metropolitane, che riconcilia alla vita con banjo, glockenspiel, harmonium e percussioni ecosolidali a far da gioiosa cornice a un impianto vocale pulito, infantile, cosparso di borotalco. Che tanto fa bene a colonne sonore di film, commercials e serate in famiglia attorno a un camino (e spegnete sto cellulare!).

Venuti al mondo ufficialmente nel 2009 con l’album Weathervanes, che contiene singoli pieni di calore da castagne e caminetto come Generator 1st Floor, o pezzi da meditazione indiana con tanto di calumet, laddove scorre il ruscello, come Ghosting, o singoli di una gentilezza squisita da ascoltare sotto un cielo stellato come Starring  (quante stelle pensi di possedere?), li si ascolta con la gioia del cuore e la voglia di darsi alla levitazione.

 

La nuova saga degli amici del Mulino Bianco (con Diluvia regalano un pacco di Tegolini) è ripartita all’inizio di Ottobre con il primo più disincantato singolo, anche negli arrangiamenti, Locked Out, che comunque riesce a trasmettere una certa convincente spensieratezza,  preludio di un album che mantiene inalterata la mission del gruppo sin dalla sua copertina: un’arca felice che naviga in aria colorata mentre il mondo e le sue ombre vengono sommersi dalle acque. Insomma, per quanto possibile, se ne fottono. Se volete il brano con cui farvi sollevare in aria come un palloncino con la carica del caffè e l’energia dei Sonagli, dalle giovani balene, ecco il video di Spitting Images: “Our lights got sucked in and our bodies keep lifting  off the sheets“…io lo utilizzo per cambiare le lampadine senza salire sulla scala.

Adesso miei cari amici del club di David Copperfield e aspiranti Mary Poppins, non vi rimane che esercitarvi, ascoltando Diluvia e provando a levitare, lontano da questo lunedì fatto di cartacce e raccoglitori, lasciando cadere dalle tasche qualche seme volante come farebbe il buon vecchio Pollicino. Non si sa mai che ci si perda su una nuvola a forma di zucchero filato. Magari alla fine uno si scoccia e vuole tornare indietro. Oppure no. Un abbraccio a tutti.

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