Vaffanculo Kurt Cobain!
La musica, in questo caso la musica rock, è una via verso il successo e la gloria ma, evidentemente, non può essere gratis. Nel caso degli artisti rock, almeno per buona parte di essi, il sacrifico, l’inevitabile compressione tra la propria vita e l’immagine ad uso del pubblico è ampiamente ripagata in termini monetari e di gloria. Per la gente del rock questo non può valere: il pubblico può essere ricompensato solo con onestà e generosità.
C’è un patto quindi fra la gente del rock ed i suoi protagonisti, perché si diventa Led Zeppelin o Bob Dylan quando c’è molto talento e tanto da dire ma anche quando gli stadi sono pieni e qualcuno compra i dischi. C’è un patto fra la gente del rock ed i musicisti perché la musica, nel momento stesso in cui viene data alla gente non appartiene più all’artista, o meglio non appartiene più solo all’artista.
La musica rock ci appartiene, come conquista, come valore, come necessità. Quindi vaffanculo a tutti i suicidi del rock, a tutti gli artisti che hanno deciso unilateralmente di troncare il patto con la loro gente, vaffanculo a chi non è stato onesto e vaffanculo a chi non è stato generoso.

Si, un salutare vaffanculo a chi si è suicidato fisicamente, pensando che il peso della vita fosse insostenibile. A chi è stato così stupido, egoista, rispondiamo che quelle inquietudini non erano più solo sue, e quella condivisione di emozioni per molta gente rappresentava l’unica possibilità di comprensione, un riscatto possibile. A Kurt Cobain mi sento di dire vaffanculo perchè quel colpo di pistola significa che era inutile provarci, perché la sua resa è una sconfitta di cui tutta la gente del rock si è fatta carico. Si, vaffanculo Kurt perché l’illusione è stata svelata e allora quelle inquietudini potevano restare tue insieme alla fatica di vivere che provavi. Vaffanculo, perché qualcuno ci ha creduto che essere “strano” non volesse dire essere peggio.
E un salutare vaffanculo anche a chi rimane fisicamente vivo ma uccide la propria musica, mascherandola, a chi sacrifica volontariamente il proprio talento inseguendo una gloria pigra, ossequiosa ma, soprattutto, immeritata. Un vaffanculo a chi produce album in serie con lo stesso suono di plastica e a chi realizza solo la musica che il mercato si aspetta. Un vaffanculo a tutti coloro che suicidano il talento pensando di poterne disporre a proprio piacimento, perché non è così, perché il musicista è lo strumento stesso, una parte di un disegno molto più vasto. Questo vaffanculo è rivolto a chi ha deciso di uccidere la musica, la creatività a vantaggio dell’abitudine, il gusto per la certezza, continuando a comporre musiche finte figlie di uno spirito morto, perché quel talento sacrificato non vi apparteneva: vi obbligava.
A chiunque abbia tradito il patto con la gente del rock rivolgo questo vaffanculo. Non eravate in diritto di tirare una linea, non ci si ferma così. Kurt, sono tutte scuse.
Non ho nessuno da incontrare






































Il mio voleva essere un omaggio a Cobain. Il suo talento era una dote di cui tutti beneficiavano. Volevo dire che gesti del genere ci privano della bellezza, così chi uccide il talento per esigenze di mercato fa un torto alla propria arte. Quando chi ha davvero qualcosa da dire smette di farlo a noi rimane solo il rumore