<PRIMAL SCREAM – More Light

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"PRIMAL SCREAM MORE LIGHT"

PRIMAL SCREAM

More Light

(First International)

Rollover: Visionario

Voto: 7,5

“Twenty-first century slaves… “ è l’incipit con cui i Primal Scream scaraventano  in faccia, minacciosi, il loro nuovo album More Light, il cui titolo non è scelto a caso: raccolta di ottimi brani ipnotici, spesso disorientanti, coordinati tra loro come se si stessero plasmando nell’ascoltarli, come se ci fosse un regista che coordina la musica facendola allargare, contrarsi per poi esplodere in una grande luce.

PrimalScream-TomasCorreaArce-Proffessional

Bobby Gillespie e compagnia bella ci hanno abituato alle loro manie camaleontiche, spesso rischiando un collasso creativo, ossessionati da quello schiaffo morale alla musica che fu Screamadelica. More Light riscatta quella vena creativa, confermando la loro assoluta capacità innovativa, permettendosi di giocare con citazioni musicali, effetti sonori quasi cinematografici, assonanze extra-terrene. Sedetevi comodi.

Il disco inizia con cadenze ritmiche disturbate da effettistica da ipnosi che affondano nel sassofono di 2013.  Qui i feedback nel finale introducono la successiva River Of Pain facendo ritornare alla luce le vecchie produzioni Creation tanto care agli Stone Roses. Un tappeto ritmico sospeso, cantato sussurrato, arpeggio di chitarra acustico kaledoscopico, un sitar in delay che rafferma atmosfere indiane e nel bel mezzo della canzone, il caos controllato di tutti questi suoni mescolati tra loro. Un crescendo che sfocia in orchestrale come fosse l’apice tensivo di un film  e poi di nuovo l’arpeggio di chitarra acustica per il reprise che va a legarsi con la terza traccia, Culturecide.  La forma ritmica è la stessa, rafforzata con la rabbia delle chitarre distorte, lyrics puntellate in un simil rap che bramano tra le urla Byrniane nel ritornello.

Velocità e sound stile Stooges nel basso di Turn Each Other Inside Out e in Hit Void che sfuma in finale e lascia spazio al carrillon della psichedelica Tenement Kid. Le atmosfere da club da quattro soldi di Goodbye Johnny ricordano un Leonard Cohen in pieni ’80 che gioca con vecchie tastiere bontempi. Sideman è un pugno ipnotico, quasi un lungo loop sonoro che stordisce con le sue assonanze tipiche da Spacemen 3; stessa cosa in Relativity che si trasforma in una ballata acustica alleggerita dal sitar. Il blues malato di Elimination Blues si contorna di cori gospel in cui fa da controparte la seconda voce di Robert Plant. La ballata Walking With The Beast sembra annullare le sonorità rumorose cariche di effetti fin ora ascoltate, un sogno soave che fa rilassare per un attimo e scompatta la tracklist. Eccoci al gran finale di It’s Alright, It’s Ok, un classico Screamiano, tra bongo, gospel, riff Stoniani… Uh Là Là!!!

More Light è il decimo album dei Primal Scream in una carriera lunga circa 26 anni. Una band che ha sempre rischiato nel fare e proporre musica, reinventandola, impastarla in  miscugli spesso provocatori come il rock and roll e la disco music. La loro originale capacità di creare si fa spazio tra le nuove proposte del mondo musicale sul quale stiamo passeggiando, non vogliono essere vecchi, non vogliono farsi strattonare fuori, anzi, con questo nuovo lavoro si impongono a testa alta, con fare un po’ snob, dimostrando che le retrospettive musicali hanno ancora molto da dire, vogliono ancora farsi sentire.

 

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