<VAMPIRE WEEKEND – Modern Vampires of the City

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"vampire weekend "

 

VAMPIRE WEEKEND

Modern Vampires of the City

Rollover: Rocker

Voto: 8

Vi ricordate di 5 anni fa quando un nuovo gruppo, formato da quattro bravi ragazzi di New York, suonava canzoni in apparenza semplici, con dei riff orecchiabili, con note pulite e precise, con qualche clavicembalo e qualche violino fra le note indie? Vi ricordate di quel gruppo che riusciva a essere punk e barocco nella stessa canzone? Quelli erano i Vampire Weekend. Ora dimenticatevi di 5 anni fa e tornate nel presente, andate avanti, perché loro l’hanno fatto.

Se il debutto eponimo era un’esplosione di tutti questi elementi mischiati insieme, come se neanche gli autori sapessero cosa ne sarebbe venuto fuori, il secondo album Contra risultò la più ovvia continuazione. Le contraddizioni accennate furono accentuate, perciò canzoni come Holiday si trovarono affianco ad altre come Giving Up The Gun. Al secondo album della carriera sembravano dei ragazzini che volevano suonare come dei musicisti professionisti, oppure dei musicisti che volevano suonare come dei ragazzini. Era un limbo bellissimo, ma da cui il gruppo rischiava di non uscire.

"Vampire Weekend Modern Vampires of The City"

Con Modern Vampires of the City le cose cambiano, già il titolo sembra voler rivisitare il nome originale del gruppo. Lo stesso produttore e bassista Rostam Batmanglij ha affermato che ogni volta che sentiva un suono familiare, subito lo scartava. Non ci sono più quei riff di chitarra che cinque anni fa erano un tratto distintivo, né i clavicembali e neanche i violini. Certo resistono in canzoni come Step o Don’t lie, ma è evidente lo scarto che c’è con lo stile degli esordi. L’intero album è registrato usando strumenti analogici vintage e un massiccio uso di pitch shift. Questi elementi rendono il suono molto meno chiaro di quanto era nei precedenti lavori, e se mai mostrano qualche influenza proveniente da gruppi come The Black Keys, storicamente dal rockblues e dal primo glamrock. Provate ad ascoltare Lonely Boy e poi Diane Young dei Nostri e capirete di cosa parlo.

Modern Vampires of the City, con la cover in bianco e nero del fotografo Neal Boenzi, è un album esplosivo, aperto a tantissimi generi, che segna una decisa svolta nella carriera del gruppo di New York.

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