
Spesso domande innocue richiedono risposte ardimentose. Cosa fa un tricheco davanti alla panetteria? Aspetta la focaccia! Ma questa non ha l’aria di una domanda innocua. Proviamo a fare un esercizio, mettiamo insieme una serie di domande innocue che dovrebbero avere tutte la stessa risposta e vediamo cosa succede.
Cosa ci fa un uomo al centro di un palco, circondato dalla propria band? Cosa ci fa, se il palco si trova al centro dell’Arena di Verona gremita in ogni ordine di posto? Cosa ci fa se deve rimanere su quel palco per circa 4 minuti? Cosa ci fa, sapendo che nei negozi di dischi è possibile trovare alcuni suoi album? E infine cosa ci fa lì, sapendo che la manifestazione si chiama Wind Music Award? Il cantante, direte voi, e canterà una canzone.
Eh no, troppo facile. Specie se quell’uomo ha un foulard e non ha un microfono. Specie se quell’uomo si chiama Biagio Antonacci e la canzone che dovrebbe interpretare dal vivo è “Non vivo più senza te”. Mettetevi nei suoi panni, ovvero indossate un foulard. Cantereste mai “No signora no…No signora no…” davanti a un pubblico in visibilio? Ve lo chiedo onestamente. O piuttosto fareste come lui, il mimo, muovendo le labbra e improvvisando qualche piroetta? Se siete Bosniaci e avete qualche dubbio su come rispondere a questa domanda, leggete il testo della canzone tradotto nella vostra lingua, servirà a eliminare ogni residua incertezza. Un po’ colpa mia, un po’ colpa tua.
Qualcuno non si rassegna che esista ancora il playback. Io ci voglio credere e tu? Qualcuno per fortuna, lo ripudia in ogni sua forma, come strumento di offesa alla sensibilità del pubblico. Se Dio fosse buono, ci darebbe tanti Bruce Springsteen. Che a sessantadue anni, ancora per pochi mesi, riesce a tener su un concerto per 4 ore, come è successo a Milano a giugno, anche se questo significa cantare ogni volta un pochino peggio. Il pubblico adora il martirio perché il pubblico adora il rock vero: sudore, corsa, sangue ed energia. E poi quei testi meravigliosi che incitano tutti, sempre e comunque, a farsi forza e andare avanti! Born tu run. Miscela perfetta.
…Well I got this guitar
And I learned how to make it talk
And my car’s out back
If you’re ready to take that long walk
From your front porch to my front seat
The door’s open but the ride it ain’t free
And I know you’re lonely
For words that I ain’t spoken
But tonight we’ll be free
All the promises’ll be broken…
(Thunder road)

Ovvio che ci sia chi, tra il pubblico, non disdegni nemmeno le copertine di Vanity Fair con Biagio Antonacci. Ma a ben vederla, la copertina, si capisce anche cosa ci fa Biagio Antonacci con i dischi, con tutto il rispetto per la sua lunga ed onorata carriera.
…Innocente mai mai
Invadente mai mai
prigioniero mai mai
Fuori tempo mai mai…
(Se fosse per sempre)
Certo è difficile andare fuori tempo in playback, ma non impossibile.
Sulle nostre preferenze invece non ci sono dubbi mai mai e, sempre secondo Vanity Fair, anche su quelle dei nostri connazionali: Bruce è l’artista straniero più amato dagli italiani. Del resto una versione live qualunque di un brano del buon vecchio lupo di Freehold, vale il prezzo del biglietto che comprereste subito. E se è vero che ci sei, batti un colpo Bruce mio. Godetevi questa versione di Dancing in the dark, per dirne una. Il vostro lunedì non se ne pentirà, mai mai.
CALIFORNIA ROLLOVER è la visionaria rubrica ispirata a fatti realmente accaduti legati al mondo della musica ma che potrebbe benissimo trattare di Sex on the Beach e Sex on the Rocks.






































Secondo me un po’ di invidia per la forma smagliante del non-più-giovane Biagio salta fuori da questo post…
Sicuramente a me bastava un cd, anzichè quel disco gigante 🙂