<CALIFORNIA ROLLOVER – Valerie June, ti toglie il pollo fritto dalle mani

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Il Tennessee non è solo il posto del pollo fritto. Lo ha capito per primo quel peperino di Jake Bugg, magari proprio durante una seduta di pollo in uno dei più affascinanti locali di Londra, per qualità, servizio e prezzo. Così almeno sostenne un vagabondo. Ci sarà pure andato a Londra il giovane Jake, magari facendo guidare un amico con la barba; non possiamo credere che sia rimasto tutto il tempo nella foresta di Sherwood con lo sceriffo di Nottingham ad inseguire Robin Hood, Batman e Pulcinella assortiti. In uno di questi locali tra un croccante morso ed un’ oleosa coccola deve per forza aver ascoltato, per caso, Valerie June. Jake il ribelle non è tipo da starsene a casa con Roast ribs of beef with Yorkshire pudding a guardare  Later… with Jools Holland, trasmissione in cui la June è comparsa, miracolosamente, nel 2012.

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Jake deve averla apprezzata nel nostro Bistro del cuore a tal punto da averla convinta a seguirlo nel suo Tour 2013, dove la Valerie più vecchia e soprattutto più blues del suo benefattore ha potuto dare risalto a qualcuno dei suoi pregevoli lavori, in precedenza solo autoprodotti. E’ la storia di molti: salire sull’autobus giusto, pagare il biglietto che è la gavetta di suonare come spalla di uno che gavetta ne ha fatta pochissima e ritrovarsi alla fermata giusta. Lei addirittura ne trova due di fermate, la prima in Uk con l’etichetta Sunday Best Recordings e la seconda in Europa con la Concord Music Group. Nasce così nel 2013 il suo album, per fortuna non ancora postumo ma risalente al 2011,  Pushin’ against a stone.

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Come nelle più belle fiabe l’album rappresenta il lieto fine delle mille peripezie, fatte di lavoretti e lacrime, che la nostra conturbante Medusa ha dovuto affrontare per realizzare il suo sogno; in ognuna delle canzoni sembra respirarsi la sua storia, raccontata magistralmente dalla sua voce, gemma di soul del vecchio Sud.  Nulla di ruffiano, tanti graffi a fior di pelle,  fiati ed echi per un soul moderno senza risultare mainstream. Voci di un tempo che non c’è più ma che ha un richiamo fortissimo, quello del sudore. Roba da far cadere il pollo fritto dalle mani, provare per credere. Al pubblico dei veri buongustai consigliamo Somebody to Love, Workin’ woman blues (la preferita di Mr Janzo) e The hour. Le patatine le ordino io. La capanna la porta Zio Tom. Voi portate quello che avete. Buon lunedì.

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