– “Se dovessi mai pubblicizzare un prodotto con la tua musica, cosa sarebbe?“
– “Non saprei, di certo non alcol o sigarette. Forse uno strumento o una scuola di musica, qualcosa di artistico. Magari dei pennelli”.
Questa è la conclusione di un’intervista pubblicata su Grazia di qualche mese fa, firmata Pop Topoi e avente come protagonista Lianne La Havas, una ragazza di cui sentiremo dire cose belle.
Qualche dato biografico sparso a vanvera ma affidabile: di papà greco e mamma giamaicana, nasce londinese ventitre anni or sono; le viene voglia di cantare vedendo Lauryn Hill in Sister Act 2 e i suoi genitori la incentivano facendole mangiare pane & Charlie Parker, Louis Armstrong o qualcosa di meno stagionato del tipo Mary J Blige (che piace alla mamma che è sempre la mamma). A 18 anni impara a suonare la chitarra e comincia la sua carriera da professionista facendo la back vocalist per Paloma Faith, che quest’anno ha cantato Picking Up the pieces e qualche anno fa recitato in Parnassus e meriterebbe un approfondimento anche lei. Torniamo a Lianne. Da back-up singer trova il tempo per pettinarsi con una cipolla sulla parte sinistra della propria testa (la vedrete spesso così) e comporre i suoi primi lavori, che pubblica online, procurandosi dapprima un manager, che le procura il compagno di scrittura Matt Hales, con la cui collaborazione ottiene un contratto di crescita con la Warner Bros, che al mercato mio padre comprò. Siamo nel 2010.
Lianne lascia la band di Paloma, ha un blocco creativo e decide che ha un’unica via d’uscita: suonare, suonare, suonare. E suonando s’impara, in qualche modo viene notata anche dai produttori del Later… with Jools Holland che, qualche giorno dopo l’uscita del suo primo EP, la invitano a debuttare in TV, è il 21 ottobre del 2011; lei ripaga con questa versione del suo singolo No room for a doubt, altresì detto carpe diem. La sua esibizione al Later viene apprezzata tanto tanto tanto da Justin Vernon che quel giorno si ritrova a passare da lì e così la invita in Canada e Midwest a farle da spalla. “In fin dei conti, sono persone ordinarie che amano la musica e amano condividerla. Ho avuto modo di conoscerli bene e viaggiare con loro nel tour bus e sono tutti adorabili” dirà a riguardo dei Bon Iver.
Ad Aprile del 2012 rilascia il suo primo singolo ufficiale Lost & Found (qui in fondo all’articolo), che precede di qualche mese l’uscita dell’album Is your love big enough? che risale all’ormai dimenticato Luglio del 2012 e rende omaggio a una voce assolutamente riconoscibile nel panorama attuale. La title track che ha ispirato questo post val bene quanto meno una preghierina prima di andare a dormire. Alcuni sono già al rosario. Noi per il momento ci limitiamo ad apprezzare con il consueto garbo, la sua collezione di pennelli. Se potete, trascorrete il lunedì con lei.







































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