<Coldplay – Ghost Stories

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"Coldplay - Ghost Stories Cover Art"

COLDPLAY

Ghost Stories

(Parlophone Records)

Rollover: Elegante

Voto: 8,2

Ascolta se ti piace: John Hopkins o Volcano Choir

Cosa fareste se una delle donne più belle del pianeta da cui avete avuto due figli vi  piantasse in asso per motivi di incompatibilità di carattere? Cosa fareste se ad un tratto l’amore della vostra vita dovesse svanire nel nulla? Probabilmente spacchereste ogni cosa, piangereste come forsennati e iniziereste a disprezzare qualsiasi forma, anche la più lieve piccola e sincera, di sentimento. Insomma una sorta di battaglia spregiudicata alle vibrazioni del cuore e dell’anima.Di certo non comporreste delle canzoni, anzi un album di canzoni, per narrare l’intera vicenda attraverso un viaggio cosmico nel cielo dei ricordi, delle emozioni e delle immagini della vostra storia ormai terminata.

"Chris Martin in the Magic video"

Pochi di voi lo farebbero forse, ma non certo con lo stesso risultato che contraddistingue il lavoro di Chris Martin e della sua band. Perché? Semplice: perché non siete Chris Martin! E perché non siete il leader dei Coldplay che ci regalano il loro ultimo(?) lavoro il cui titolo già presagisce il viaggio malinconico che si sta per intraprendere nell’ascolto. Più che dei Coldplay quest’album sembra il progetto solista del cantate che ha scelto la band come accompagnamento ufficiale.

Tralasciando i vari commenti di natura stilistica e di genere quello che emerge con evidenza è la forte connotazione intimistica che Ghost Stories racchiude. I riferimenti iniziali infatti non sono del tutto casuali se si pensa al facile, direi anche troppo, accostamento dell’uscita dell’album alla separazione di Martin dall’attrice Gwyneth Paltrow. Non è difficile notare come la presenza di elementi magici e favolistici, ormai firma del gruppo, questa volta sia costellata di immagini nostalgiche, sentimentali e dal forte sapore di lacrime. Lo si percepisce dal primo brano Always in my mind che introduce l’intero lavoro con la chitarra arpeggiata del buon Buckland così capace di dar vita al languore di un ricordo bello ma triste, di un amore vissuto e finito. E poi Magic che racconta di come sia difficile andare oltre il concetto di “me e te”. Ink, un pezzo che colpisce per la freschezza e la modernità i in cui i Coldplay non hanno mai peccato nei loro lavori.

Tutto l’album esprime l’intento di voler stupire attraverso esperimenti di innovazione, di rivisitazione pur non distaccandosi dalle linee guida melodiche del buon Chris e dei suoi validi collaboratori. Esperimenti più o meno riusciti come a Sky full of Stars che probabilmente non riusciamo ancora a comprendere o semplicemente non c’è nulla di così speciale in essa.

Non si può non porre l’attenzione sul primo singolo Midnight per una serie di motivi: primo fra tutti è che credo sia uno dei pezzi più belli che ho sentito negli ultimi 3 anni. Qui però Martin si è fatto aiutare e non poco direi. Sia dal punto di vista dell’arrangiamento sia dal punto di vista dell’ispirazione. Per il primo ha chiesto aiuto a John Hopkins che ormai collabora con loro dall’ormai lontano Viva la Vida mentre per il secondo non è difficile pensare allo stile Bon Iver secondo me voluto e non certo capitato per caso, ne tantonmeno copiato. Un collage che però ha funzionato alla grandissima per le sensazioni mistiche e di dispersione nel buio di se stessi che provocano quei suoni venuti da chissà dove, e per chissà dove s’intende lo spirito creativo di tale Brian Eno.

Voci, echi lontani, frasi d’amore, note di gioia, accordi nostalgici e immagini celestiali sono i pezzi di questo incantevole mosaico nelle cui tessere sono racchiuse una per una le vicende di una storia nella quale ognuno di noi può trovare qualcosa della sua. Chiudete gli occhi e lasciatevi trasportare nei ricordi e se non ne avete…immaginateli.

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