<Damon Albarn – Everyday Robots

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"Damon Albarn - Everyday Robots cover album"

DAMON ALBARN

Everyday Robots

(Warner Bros.)

Rollover: Elegante

Voto: 8

Ascolta se ti piace Gorillaz e Blur

Minimalismo e oggettistica rumorista sono le tematiche sonore affrontate da Damon Albarn nell’intimità compositiva di Everyday Robots. Melodie leggere e ben ondulate che si poggiano sull’essenziale musicalità fatta di pochi strumenti, loop non incidenti, piccole cianfrusaglie battenti, giochi di suoni poco appariscenti.

La title track apre questa passeggiata apparentemente semplice e scontata ma che in realtà riserva parecchie sorprese, 11 per la precisione. Everyday Robots è difatti il primo singolo scelto dall’oramai ex leader dei Blur per lanciare il suo primo lavoro da solista e che ha diviso di netto i fan da i critici musicali: ma era una chiara manovra di marketing… un vero e proprio creatore di acquolina per fremente attesa.

La prima parte dell’album (Everyday Robots, Hostiles, Lonely Press Play) ha delle sonorità ben studiate: catturano l’ascolto al punto che potrebbero esser l’unica via di fuga dal frastuono insopportabile della metropoli, un rifugio in cuffia che fa mettere da parte tutto il logorio del quotidiano. Di colpo, senza accorgersene, compare Mr Tempo: afro/gospel misto folk, con tanto di accenni rap, che strappa un sorriso accompagnato dall’oscillare del capo al ritmo di musica. Natasha Khan tradisce i Bat For Lashes per interagire con la sua voce nelle sospensioni di The Selfish Giant, in cui il piano spesso impazzisce in un controllato gioco di scale lottando con gli accenni di un flauto lontano. Brian Eno espande con il synth la struggente ballad You & Me, in cui le modulazioni del cantato di Albarn seguono più la struttura compositiva di un brano di musica lirica che una canzone pop; ai suoi sette minuti si lega impercettibile l’arpeggio acustico di Hollow Ponds, dove ancora una volta, come quasi in tutto l’album, il tempo viene appena scandito da i battiti leggeri di una drum essenziale accompagnati dagli echi di richiamo della tromba, sostituita dal violino nelle atmosfere simili di The History Of A Cheating Heart.

Troppo facile urlare al genio se si parla di Damon Albarn, considerando che la sua poliedrica capacità di rinnovarsi è frutto di una espansiva predisposizione ad assorbire in maniera assoluta tutto ciò che ritiene giusto, utilizzare o sapientemente scartare ciò che potrebbe disorientare il suo lascito creativo, a costo di accantonare una ispirazione geniale o rivoluzionaria.  Il tutto si identifica in una sola parola: innovazione! Con Everyday Robots la musica pop ha spostato ancora una volta i suoi orizzonti, per navigare oltre e scoprire ancora, usando nuovi mezzi di trasporto in un oceano dove pare sia stato già scoperto tutto… ma evidentemente così non è..

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