<FUCKINGLY ANSWERED QUESTION – ERLEND ØYE

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"Erlend Oye in Milan for MilanoFilmFestival"

Avete presente quel biondone norvegese, alto, nerd, con gli occhialoni che gli donano quel fascino inevitabilmente (s)figo? Noi si, e anche molto bene visto che si associa a nomi come Kings of Convenience e Whitest Boy Alive (solo per citarne i più noti)

Lui é Erlend Øye, e lo scorso giovedì sera ci ha deliziati in Piazza Cannone con un concertino tutto voce, chitarra e marmellata per i pochi romantici presenti nel parco, organizzato dal Milano Film Festival. Forse non tutti sanno che da un anno e mezzo vive a Siracusa con la mamma: un anno e mezzo per immergersi ed innamorarsi della musica italiana degli anni d’oro, come lui stesso definisce, e sfornare un singolo cantato tutto in italiano intitolato La Prima Estate e pubblicato a fine luglio di cui potete gustarvi il frizzantissimo video qui.

Non abbiamo potuto far a meno di renderlo vittima delle nostre Fuckingly Answered Questions.
"Erlend Oye in Milan for MilanoFilmFestival"Dopo il concerto si é fatto portare a cena da una coppia di zietti acquisiti, milanesi e carinissimi, che poi l’hanno accompagnato come un vero nipotino al nostro appuntamento.
L’abbiamo prelevato dalla Darsena, timido e con la chitarra in spalla, per portarlo al Brellin a sorseggiare un drink (per lui 50% acqua e 50% vodka). Ci ha confessato fin da subito che odia la musica di sottofondo, è una sorta di deformazione professionale che non gli permette di concentrarsi sui discorsi con la gente che ha di fronte, per cui ha esplicitamente chiesto di spostarci fuori, all’aria aperta, sotto il cielo blu e le stelle bianche (per quante se ne vedessero). Neanche il tempo di accomodarci che sfodera la sua chitarra e lì… Ciao! Sapore di Sale, E La Luna Bussò, Wish You Were Here, e tante belle improvvisazioni a voce bassa e solo per noi. Non si é più staccato da quella chitarra: fra una strimpellata e l’altra ha pensato bene di rispondere alle nostre domande cantando, poggiato su una vigna in Vico dei Lavandai.

""Erlend Oye in Milan for Roll Over Beethoven"

Abbiamo continuato a passeggiare e canticchiare mentre lui strimpellava fino ad arrivare in macchina, caricarlo su, e accompagnarlo al suo ostello, sempre con la chitarra in mano, sempre canticchiando -rigorosamente in italiano- come uno stereo vintage posizionato sui sedili posteriori di una Mini del ’75, quando ancora non esisteva il jack da attaccare all’ I-Phone.

Ora però potete farlo, per cui alzate il volume, attivate “uso in aereo” e godetevi questa!

Troppo bella per trascriverla, troppo intima per raccontarla; noi abbiamo voluto registrarla, voi dovete solo chiudere gli occhi e immaginarvi mano nella mano con la vostra bella!

FAQ – ROLL OVER BEETHOVEN INTERVIEWS ERLEND ØYE by Rollover Beethoven on Mixcloud

Fra i nostri profili Rollovers lui si é definito Visionario e noi siamo d’accordo. Ci ha salutati, ci ha abbracciati, ci ha ringraziati e se n’é andato a dormire, sempre con la sua chitarra in spalla.

Ciao ciao Erlend, ci vediamo a Siracusa!

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