<LARRY GUS – Years Not Living

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LARRY GUS

YEARS NOT LIVING

(DFA Records)

Rollover: Visionario

Voto: 7,6

Larry Gus, compositore greco recentemente stanziatosi a Milano, per il suo Years Not Living, ha dichiarato di essersi ispirato ad Anima Latina di Lucio Battisti e La vita, istruzioni per l’uso dello scrittore Georges Perec. Perciò, parlare di queste due opere è anche come compiere la recensione di Years Not Living.

Questo LP è per me un’operazione culturale”, così dichiarò Battisti per il suo album, ma la frase calza anche per Years Not Living, che evidentemente non si ferma all’aspetto prettamente musicale. Considerato uno dei dischi più sperimentali del panorama italiano degli anni ’70, Anima Latina, al contrario di altri lavori di Battisti, presenta la voce del cantante confusa con gli strumenti e i suoni prog-rock che animano lì’intero album, per far sì che l’ascoltatore presti attenzione a ciò che dice il testo, magari riascoltando il disco ancora una volta perché “non si è capito”. Dunque, nessun suono o strumento in particolare domina né l’album di Battisti né quello di Larry Gus: non c’è gerarchia sonora. Per questo LP la coppia Battisti-Mogol decide anche di eliminare lo strumento schematico del ritornello, operazione che sembra più naturale oggi, soprattutto nella musica elettronica e sperimentale, ma che indubbiamente crea un vuoto strutturale.

Il libro di Georges Perec serve proprio a riempire questo vuoto. Cresciuto nello stesso periodo di sperimentazioni in cui la musica cercava di superare lo schema compositivo del ritornello, mentre la letteratura mirava a demolire e poi reinventare nuovi schemi compositivi, Perec, con La vita, istruzioni per l’uso, offre un complesso ma efficace schema geometrico per costruire la composizione, superando, per esempio, il cliché dello svolgimento cronologico dell’azione e imbastendo una rete di citazioni e rimandi seguendo regole precise.

"Larry Gus"

Larry Gus, che compie una ricerca quasi ossessiva per la precisione dei suoni, applica le stesse regole matematiche alla sua musica, usando campionature di suoni provenienti dalla psichedelia (The Percival Seascapes), dal jazz, dall’hip hop, dal tribal (The Night Patrols), dal rock (Pericles) e da quanti altri generi possano venire in mente, per creare un groove ballabile e mai prevedibile. La prima traccia, With All Your Eyes Look, apre con un ritmo incalzante un album che, costruito seguendo precise regole, continua con una forza centripeta tale da risucchiare tutti i generi musicale e anche l’ascoltatore in un turbine sonoro.

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