
Album: THE NIGHTFLY
Artista: DONALD FAGEN
Anno: 1982
Arbre Magique Original Soundtrack
Delle tante cose che circondano la musica e che spesso si ignorano c’è come si ascolta la musica e dove la si ascolta. Qualunque sia il genere o l’artista mettere sul piatto un vinile è operazione differente da premere play su un computer o lettore mp3. La musica non poteva fare a meno di un supporto fisico ed il possesso dell’oggetto diventava aspirazione, desiderio ed infine appagamento. Personalmente ritengo che questo legame tra il contenuto e lo strumento abbia, nel corso delle ripetute evoluzioni, influenzato anche la produzione artistica, segnando delle vere e proprie ere.
The Nightfly è il primo disco in digitale realizzato da quel maniaco del suono che è Donald Fagen. Il disco, uscito nell’82, segna l’avvento dell’era del cd, un disco piccolo e leggero rispetto al vinile, e sostituisce le sensazioni del peso e del profumo del vinile con il gioco di luce delle rifrazioni del cd. In The Nigthfly c’è il candore di un mondo illuminato da luci al neon, la meraviglia e l’ottimismo verso un futuro sterminato ma a portata di mano.
Il primo album di Fagen è un disco di suoni purissimi che mette a frutto tutta l’esperienza del sound Motown con colti riferimenti jazz, miscelati con gusto innovativo ed assolutamente originale. E’ un’opera che dietro un apparente semplicità raccoglie una moltitudine di elementi sonori tenuti insieme con equilibri delicatissimi. Il primo disco in digitale è un’opera di straordinario artigianato.
The Nightfly è un disco dal sound spensierato, un concept ironico e vanitoso che racconta perfettamente un’epoca, l’inizio degli anni 80, e ne restituisce tutte le suggestioni e le aspettative. Adesso è il disco perfetto per il sound check prima dei concerti ma quando è uscito lo immagino come l’album per provare lo stereo nella macchina e collaudare il sorriso del sabato sera. Suoni per drive in e arbre magique.
Il disco si apre con i fiati di I.G.Y. e segue ritmi tanto cadenzati quanto coinvolgenti. Un suono misurato e gradevole si ripete senza essere ipnotico o invadente; ed anche la musica ha il suo garbo. Ruby Baby è un pezzo che riprende il repertorio Steely Dan e ne ricorda perfettamente l’impronta. New Frontier è la traccia più fortunata dell’album, figlia di un testo surreale ed ironico visto come l’unica alternativa all’inquietudine della Guerra Fredda e di un sound che sarebbe diventato l’unità di misura della nuova idea di pop music o, per meglio ancora, di fusion. L’anima del disco è una visione della vita e del futuro caratterizzata da un ottimismo granitico, quasi tenero, un’attesa benevola verso le sicure meraviglie della modernità. Ed è una disposizione, un’apertura d’animo puntellata perfettamente da un suono che invece è già futuro, è subito meraviglia della modernità.
La title track contiene la storia di Lester the Nightfly, figura mitologica di Dj che Fagen recupera dalla propria adolescenza, una sorta di Fonzie con le cuffie intento a farsi presentare alla “Grande Bionda”. Ed è forse questo il gusto più autentico di The Nightfly, l’aver attualizzato l’America di Happy Days restituendola riveduta e corretta all’uso degli anni 80. L’aver cantato di un futuro benigno da aspettare con impazienza, avendo cura di farsi trovare pronti, con la macchina ma soprattutto con la musica giusta.
Su spiagge ventose.
Fosse per me non gli presteresti alcuna attenzione.







































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